Convegno 'Urbino e la Ferrovia: tesori da non perdere, da riscoprire e da valorizzare'

ferrovia 8' di lettura 16/05/2011 -

Grande partecipazione di pubblico e qualificati interventi da parte di esperti relatori al Convegno “ Urbino e la Ferrovia: tesori da non perdere, tesori da riscoprire, tesori da valorizzare” organizzato da Legambiente Urbino , l’Associazione FVM Fano ed il FAI Pesaro, presso la Sala Raffaello di Urbino lo scorso 14 maggio.



Il Convegno si è aperto con il saluto da parte del ViceSindaco Dott. Tempesta che ha evidenziato la presenza di una ferrovia come grande opportunità per il territorio urbinate e gli interventi dell’Ass. Prov. Galluzzi , che ha sottolineato l’importanza dell’evento per la città di Urbino, del Cons. Reg. Foschi, favorevole alla ferrovia, che ha riferito della sua richiesta all’Ass, Reg. Viventi di non allinearsi alla richiesta di dismissione della linea da parte della provincia e di sostenere la necessità del ripristino, del Segretario Prov. del Partito Repubblicano Ing. Gambioli molto favorevole alla ri- attivazione del servizio e di Gambini di “Liberi per cambiare” che ha evidenziato come la Provincia non abbia assolutamente proposto determinazioni di riattivazione né tanto meno studi in merito. La conduzione del Convegno è stata brillantemente svolta con precisione e competenza dal Prof. Annibale Salsa, già Cattedratico dell’Univ. di Genova, antropologo e membro dell’UNESCO per le Alpi. I numerosi interventi di Salsa hanno posto l’accento sulle implicazioni politico-culturali che, negli anni sessanta, hanno formato la base di uno scenario, a livello nazionale e locale, in cui il valore del trasporto su rotaia è stato fortemente inibito. In Italia per anni si è creato volutamente una forte contrapposizione, nell’ambito del trasporto pub- blico, tra rotaia e gomma.

Il risultato finale è stato quello di scontro tra gli interessi delle lobbies dell’autotrasporto e la visione di un trasporto coordinato ed integrato tra i vari media o mezzi. Al contrario in Europa, si è mantenuto un concetto più consapevole e maturo del trasporto su ferro, concetto che ha di fatto evitato l’impoverimento e lo svilimento del ruolo della ferrovia come asse portante. L’Italia quindi sconta una inefficienza nei trasporti, con alti costi di gestione che ricadono sulle tasche della collettività, alto inquinamento, pericolosità delle strade presentando in tal modo un caso anomalo nel continente europeo. Si presenta , perciò, la necessità di un sistema in cui non vi sia antitesi tra i due mezzi, bensì una stretta integrazione tra essi senza l’esclusione di uno a favore dell’altro: in altri termini deve pre- valere la filosofia dell’ “et.. et” e non quella dell’ “aut…aut”. Un simile parallelismo va doverosamente fatto per la questione “pista ciclabile o ferrovia” : entrambe possono convivere e prosperare a tutto vantaggio per la comunità , grazie ad un co-ordina- mento dei sistemi. Solo così facendo si eviteranno cattedrali nel deserto ( la pista ciclabile , inutile monumento fine a se stesso) e l’impoverimento di tutto l’impianto trasportistico locale. L’intervento di Alessandro Bolognini , Presidente di Legambiente Urbino, si è rivolto sulla soste- nibilità del mezzo ferroviario, a basso impatto ambientale e di forte significato sociale. La ferrovia rappresenta un modo semplice quanto sicuro per far uscire il Montefeltro e la valle Metaurense dall’isolamento territoriale nei confronti della rete nazionale ferroviaria. Inoltre la ferrovia costituisce una delle maggiori opportunità per garantire la certezza di mobilità ai soggetti più deboli ( anziani, portatori di disabilità, giovani e giovanissimi) come stabilito dalla Costituzione della Repubblica Italiana. Una presenza molto importante è stata quella della Ferrovia della ValVenosta (BZ) con la persona dell’Ing. Marco Stabile, Responsabile della Sicurezza e dei Materiali. Con un’interessante relazione è stata presentata la grande esperienza della Ferrovia altoatesina che. dopo molti anni di forzata sospensione, è stata ricostruita ed aperta nuovamente al traffico sulla tratta Bolzano- Merano- Malles con un successo straordinario di utenza.

Tutto ciò grazie agli sforzi ed alla passione del Personale , all’impiego di sistemi moderni e di gran valore tecnologico che hanno consentito valori trasportistici prossimi a tre milioni di passeggeri nel 2010 in un territorio con soli quarantamila abitanti. La nuova visione del sistema trasportistico fa della ferrovia un elemento rafforzativo dell’identità territoriale; inoltre è stato innescato un volano economico virtuoso con una ricaduta di ventidue milioni di euro nello stesso anno grazie ai flussi turistici provenienti dalla sola Svizzera, flussi che prima dell’avvento del treno erano scarsi oppure non proponibili nei risultati invece raggiunti. La replicazione dell’esperienza sul territorio della Provincia di Pesaro-Urbino avrebbe una forte attrattiva per il turismo d’oltralpe con un deciso aumento delle attuali presenze. E’ stata , quindi, la volta della Dott.ssa Rigi-Ruperti del FAI Delegazione Provinciale che ha evi- denziato l’opportunità per Urbino di concorrere concretamente allo status di Capitale Europea della Cultura grazie anche alla riapertura del servizio ferroviario, vero accesso “morbido” tra il Montefeltro ed il resto del Paese. Pertanto il FAI si schiera , anche in campo nazionale, accanto all’Associazione FVM che da tanti anni combatte per realizzare questo progetto e giudica la trasformazione in pista ciclabile una vera “diminutio” delle potenzialità del territorio; utile sarebbe la realizzazione di percorsi ciclabili a supporto di una metropolitana di superficie; utile sarebbe un confronto veramente tecnico. L’accoppiata formata dai fratelli Antonio ed Angelo Russo da Rimini , l’uno titolare della Agenzia Viaggi Sigismondo, l’altro Presidente dell’Associazione Studenti Universitari Riminesi, ha ribadito fortemente l’esigenza del comparto turistico romagnolo di proporre nuove mete. Importantissimo, per tale fine, è il ripristino della ferrovia , vera e propria cerniera tra costa ed interno, per Urbino splendida meta di tali esigenze. Solamente il treno offre caratteristiche ed operatività adatte ad offerte mirate, quali degustazioni a bordo di prodotti tipici o di nicchia, “pacchetti” di ogni genere a seconda delle svariate esigenze del turismo di qualità. La pista ciclabile a tal fine è completamente inutile. Inoltre la presenza del mezzo ferroviario fornirebbe un benefico effetto nei confronti dell’Universi- tà Urbinate con un servizio sicuro ed efficiente per i tanti studenti provenienti da tutta Italia, incrementando il numero delle iscrizioni e contribuendo in tal modo a risolvere i grandi problemi evidenziatisi nel corso degli ultimi anni. Il Prof. Gabriele Bariletti, urbanista , progettista di strutture e gestioni ferroviarie, ha compiuto una spietata analisi del rapporto costi- benefici del trasporto di persone e merci tra gomma e rotaia. Nella quasi totalità dei casi analizzati la ferrovia risulta vincente, se ben gestita. Tale affermazione si basa su dati oggettivi, valutabili e verificabili da chiunque, al netto da logiche corporativistiche che possono alterare tale oggettività di risultanze. Ferma bocciatura da parte del Relatore all’ipotesi di pista ciclabile propugnato dalla Provincia che vuol sostituire il progetto dell’uso di un mezzo di grande importanza e valenza ( il treno) , con uno di basso impatto sociale ed insignificante ritorno economico ( la bicicletta). Sicuramente bisognerà ristudiare tutto il complesso trasportistico della provincia; la realizzazione di tale grande sistema farà risparmiare soldi allo Stato e migliorare la qualità della vita dei cittadini. Terminate le relazioni si è dato spazio ad alcuni interventi da parte di esperti del ramo.

Primi ad rendere la parola esponenti dell’AISIF di Roma. I giovani ingegneri ferroviari hanno portato un progetto orario sulla linea realizzato con i materiali dell’epoca della chiusura , dimostrando che con poche modifiche si sarebbe migliorato notevolmente il servizio; tutt’altra cosa si potrebbe realizzare con le tecnologie moderne. Si ribadisce la necessità di aumentare la cultura del trasporto su ferro: tale deficit culturale preclude un corretto uso del treno e delle sue potenzialità, inoltre si permette a persuasori più o meno occulti di diffondere tra la popolazione false credenze per il loro esclusivo uso e consumo. Con l’intervento di Pantellini di UIL-Trasporti Marche si è posto in risalto l’Accordo Stato-Regione che pone la ferrovia metaurense nell’elenco delle opere da realizzare con priorità. Viene evidenziato il grande impatto sulla creazione di posti di lavoro nel comparto ferroviario che nell’indotto turistico; sarebbe auspicabile l’instaurarsi di tavoli politici e tecnici che confrontino seriamente e senza pregiudizi le varie tesi; a tali tavoli devono partecipare i soggetti pubblici e quelli privati di valenza professionale comprovata per definire un progetto dalle grandi opportunità. Gli interventi dell’Arch. Bottini da S.Arcangelo e dell’Urbanista Rother-Rutter da Trieste si sono imperniati sull’importanza della conservazione del paesaggio e della cultura derivante dalla osservazione dello stesso dai finestrini del treno, mezzo particolarmente rispettoso dell’ambiente ed armoniosamente inseribile nello stesso. Fondamentale importanza costituirebbe la realizzazione, mediante brevi ampliamenti e riaperture di linee a costi contenuti, di un asse nord-centrointeralpino ed est-ovest transappenninico tra le Ve- nezie ed il Lazio. A tale sistema concorrerebbe la ferrovia metaurense ripristinata ed estesa fino a Pergola realizzando un’ ulteriore linea di valico con il Mar Tirreno ed i suoi porti, con l’offerta di nuove opportunità alle comunità delle aree interne ingiustamente abbandonate a sé stesse.

Associazione FVM, Legambiente Urbino, FAI Pesaro






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-05-2011 alle 01:36 sul giornale del 16 maggio 2011 - 996 letture

In questo articolo si parla di attualità, fai, Fondo Ambiente Italiano

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