Adriabus: perplessità per la decisione della Regione di destinare tutte le risorse aggiuntive solo al trasporto ferroviario

adriabus 2' di lettura 21/12/2011 -

Esprime “seria perplessità” il presidente di Adriabus, Giorgio Londei, dopo la dichiarazione dell’assessore regionale ai trasporti, Luigi Viventi, che ha anticipato che la giunta regionale intende destinare l’integrazione dei fondi ottenuta oggi dal governo, pari a 400 mln di euro, esclusivamente per il trasporto pubblico su rotaia.



Se l’intenzione della Regione Marche è di confermare il taglio del 5% alle linee garantite dagli autobus – ha spiegato Londei – è bene che gli abitanti della provincia di Pesaro e Urbino sappiano sin da subito a cosa corrisponde un taglio di risorse a livello della nostra provincia sin dal 1 gennaio 2012: per il servizio extraurbano provinciale il taglio è pari a circa 420.000 km all’anno, mentre per il solo comune di Pesaro ammonta a circa 50.000 Km all’anno, per Urbino circa 60.000 Km all’anno e per Fano circa 40.000 Km all’anno. I numeri di per sé forse non sono molto esplicativi rispetto all’impatto che produrranno ma il riverbero è chiarissimo sul livello occupazionale: parliamo di circa 20 unità, 20 autobus in meno in circolazione ogni giorno che nelle ore di punta complicheranno notevolmente la situazione dei già affollati mezzi, 2.000 clienti che quotidianamente e nella migliore delle ipotesi utilizzeranno le auto, per raggiungere il luogo di lavoro e/o di studio”.

Secondo il Presidente della società consortile di trasporti del pesarese, “evidentemente la giunta regionale si è fatta carico di una scelta molto rischiosa: penalizzare chi finora ha viaggiato in autobus, costringendo Adriabus, così come tutte le altre aziende marchigiane, a ridurre i servizi e a tenere in vita solo le tratte economicamente sostenibili”.

Londei ha ricordato che “se questa decisione dovesse essere confermata, ad essere penalizzati saranno principalmente i piccoli comuni e le frazioni dell’entroterra, i cui abitanti hanno spesso solo nell’autobus un mezzo per uscire dall’isolamento, anche perché non esiste alcuna linea ferroviaria, stessa penalizzazione per le frazioni dei comuni maggiori”. “Inoltre, fa specie – ha concluso il presidente di Adriabus – che la penalizzazione del trasporto pubblico su gomma arrivi in contemporanea alla disponibilità del governo di concedere risorse aggiuntive a quelle previste a distanza di pochi giorni dall’introduzione del nuovo orario ferroviario che, per le Marche e per la nostra provincia in particolare, ha significato tagli di fermate e di standard qualitativi dei treni”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-12-2011 alle 20:44 sul giornale del 22 dicembre 2011 - 1170 letture

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La politica amministrativa nazionale e locale, sempre di amministrare si tratta, non pone certamente come priorità esigenze degli amministrati che sarebbero normali, non particolari, se non fosse che siamo in Italia e gli amministrati non sono causa di questo.Fra gli amministrati anche le aziende private che danno servizi pubblici rivolti a tutti,che non possono svolgere una attività soddisfacente le esigenze normali se poi si devono anche impegnare per la loro sopravvivenza economica e l'incolumità fisica dei dipendenti, leggasi cronaca di Senigallia, viene messa a rischio irragionevolmente, insomma, certe cose si potrebbero evitare alla radice, certi soggetti intemperanti non è che si saranno comportati prima in modo impeccabile, fattispecie penali o meno...Il sistema è fallato e si spera che, constatando questo, qualcosa venga corretto, innanzitutto perseguire meno , cultura italiana, il particolarismo atoreferenziale , che è una attotudine delle amministrazioni, con qualche distinguo, ovviamente, ma in genere è questa l'antropologia culturale, non dovrebbe essere così interessante l'antropologia culturale, tocca invece scrivere a tal proposito e non con rassegnazione o in modo qualunquista; situazioni che nmopn dovrebbero persistere aumentano e continuano ad aumentare perché la tendenza è autoreferenziale.Tutti ci rimettono, per esempio le forza dell'ordine costrette ad intervenire in situazioni che non dovrebberocrearsi alla radice.




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