Tartuficoltura, delegazione istriana in visita a Sant'Angelo in Vado

tartufo 15/10/2012 - Sabato scorso ha festeggiato i 30 anni di attività e ieri in occasione dell’apertura della 49° edizione della Mostra nazionale del tartufo bianco pregiato, il Centro Sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado ha accolto una delegazione istriana dell’AZRRI, l'agenzia per lo sviluppo rurale dell'Istria.

Una visita, su invito dell’Assam, che rientra nei rapporti di collaborazione tra la Regione Marche - Servizio Agricoltura/Assam e AZRRI su temi che riguardano il settore dell'agroalimentare in termini di sviluppo, innovazione, tracciabilità e qualità nelle produzioni. Nell'ambito dello scambio di know how tecnico-istituzionale, l'AZRRI è interessata alle attività del Centro Sperimentale di tartuficoltura ASSAM e al concetto di come un prodotto di qualità possa essere cruciale nello sviluppo socio-economico e nella valorizzazione di un territorio. La delegazione istriana era guidata dal sindaco della città di Buzet, nota come la Città del Tartufo, e interessata alle modalità di promozione e valorizzazione del tartufo.

L'Assam ha organizzato una visita al proprio stand all’interno della mostra e un’altra al Centro di Tartuficoltura (laboratorio, vivai, tartufaie) nell'ambito della quale sono state approfondite le possibili modalità di collaborazione tra Agenzie su ambiti di comune interesse. La tartuficoltura, un’attività che pone le Marche come eccellenza nazionale ed europea nel settore, gioca un importante ruolo ecologico poiché garantisce la tutela e la manutenzione del territorio, il contrasto all’erosione del suolo, la prevenzione del dissesto idrogeologico, il ripristino della fertilità naturale in suoli spossati e l’assorbimento di anidride carbonica. Inoltre è attuata senza l’impiego di fertilizzanti chimici e diserbanti nocivi per l’ambiente.

Infine, va ricordato, la moderna tartuficoltura nasce proprio nelle Marche, sia perché nel 1932 vi è stata impiantata la prima tartufaia “coltivata”, ma soprattutto perché negli anni ‘50 e ‘60, sono state realizzate dal dottor Mannozzi – Torini, ispettore regionale del Corpo Forestale dello Stato, numerose tartufaie coltivate, soprattutto tartufo nero pregiato, di cui alcune tuttora in produzione, a dimostrazione di una indubbia vocazione del territorio marchigiano alla coltivazione, oltre che alla produzione spontanea per le favorevoli condizioni climatiche e pedologiche.

“In quest’ottica – spiega Gianluca Carrabs, amministratore unico dell’Assam, l’ente che gestisce il Centro Sperimentale di tartuficoltura di Sant’Angelo in Vado - vogliamo diffondere il patrimonio di conoscenze acquisite dall’Assam, rilevando che la vocazionalità diffusa del territorio non è la sola ragione della produzione. Le conoscenze ecologiche e soprattutto la qualità del materiale vivaistico di partenza, insieme con la professionalità del personale addetto, hanno un ruolo primario”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-10-2012 alle 13:38 sul giornale del 16 ottobre 2012 - 1356 letture

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