Lavoratori a Roma per il lavoro: da gennaio a maggio 2013 26 le aziende fallite a Pesaro Urbino

operai 3' di lettura 19/06/2013 - Sono circa 5mila i lavoratori marchigiani che parteciperanno, sabato 22 giugno, alla manifestazione nazionale a Roma: 100 i pullman che dalla regione raggiungeranno la Capitale.

La manifestazione di Roma, promossa da Cgil, Cisl e Uil, è per il rilancio del lavoro e per una politica a sostegno dello sviluppo; i sindacati hanno già avanzato le loro richieste al governo dal quale si attendono risposte. Tra le priorità per Cgil, Cisl e Uil c’è la necessità di rifinanziare la Cig in degora poiché il miliardo di euro stanziato non è ancora disponibile e non è sufficiente; ridurre le tasse a lavoratori dipendenti e pensionati e alle imprese che fanno assunzioni stabili; dare ai Comuni e agli altri Enti pubblici la possibilità, se hanno le risorse, di fare investimenti allentando i vincoli del patto di stabilità interno; non aumentare l’Iva e riformare l’Imu da esentare a chi ha solo un immobile e non di lusso, e fare scelte di politica industriale che rilancino la produzione, l’innovazione e gli investimenti. Considerando il contesto, le Marche hanno una ragione in più per partecipare e per sostenere la manifestazione del 22 giugno poiché la crisi ha colpito duro, anche perchè la nostra è una regione caratterizzata da molte imprese manifatturiere, soprattutto di piccole dimensioni. Il disagio occupazionale infatti è sempre più elevato. Secondo i dati Inps, nei primi cinque mesi dell’anno, sono stati 47.735 i lavoratori che hanno chiesto all’istituto l’indennità di mobilità o disoccupazione: un dato che conferma il picco negativo toccato l’anno scorso di questi, 14.642 hanno riguardato Ancona, 7353 Ascoli Piceno, 405 Fermo, 9087 Macerata e 12.248 Pesaro e Urbino.

Le domande di mobilità, sempre nei primi cinque mesi dell’anno, hanno subito un’impennata passando da 2680 a 4534 (+69,2%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Altrettanto preoccupanti sono i dati relativi alla Cassa integrazione: nei primi cinque mesi dell’anno sono state 21.347.552 le ore complessivamente autorizzate nella regione, con un incremento del 37,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo livelli record dall’inizio della crisi. Nel primo trimestre 2013, la disoccupazione ha raggiunto l’11,4% che ormai ci avvicina alla media nazionale mentre, nel periodo pre-crisi, la disoccupazione era la metà di quella italiana. La recessione che sta colpendo le Marche è inarrestabile, lo dimostra un ulteriore calo della produzione e del fatturato rispettivamente pari a -4,8% e -4,6% nel primo trimestre 2013. L’emergenza che sta vivendo il sistema produttivo marchigiano è anche rappresentato dalle 4.827 aziende che hanno chiuso i battenti nel primo trimestre del 2013 rispetto alle sole 3.373 che sono nate, con un saldo negativo di ben 1.454 imprese.

Anche il dato dei fallimenti la dice lunga: da gennaio a maggio 2013, si è registrata l’apertura della procedura di fallimento per 165 aziende in tutta la regione, rispettivamente 67 in provincia di Ancona, 26 in quella di Ascoli, 17 nel Fermano, 19 nella provincia di Macerata e 26 a Pesaro Urbino. (fonte Unioncamere Marche). Sul fronte locale, Cgil, Cisl e Uil Marche hanno richiesto da settimane alla Giunta Regionale l’apertura di un tavolo di confronto per individuare misure urgenti che possano contribuire a limitare il disagio e favorire la ripresa. E’ previsto per la prima settimana di luglio un incontro tra le parti. I principali temi che il sindacato ha posto all’attenzione della Regione sono la piena attuazione delle misure anticrisi, le politiche attive del lavoro, l’utilizzo dei fondi strutturali europei, il rafforzamento del “Made in Italy”, la realizzazione di interventi infrastrutturali ed ambientali, il sostegno al credito, la riorganizzazione dei servizi a rete e della pubblica amministrazione.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-06-2013 alle 17:34 sul giornale del 20 giugno 2013 - 785 letture

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