Sgarbi a Rocca Costanza: "Presto due progetti artistici collegheranno Pesaro ad Urbino"

Vittorio Sgarbi a Rocca Costanza 4' di lettura 05/08/2016 - "Presto due progetti artistici collegheranno Pesaro ad Urbino: presenteremo a Palazzo Ducale un'opera del '400 del grande pittore pesarese Giovanni da Pesaro e, prossimamente, la grande mostra della scuola veneta a Palazzo Ducale che si collegherà alla grande Pala del Bellini che si trova nei Musei Civici di Pesaro".

Sono le novità esposte dall'assessore alla rivoluzione del comune di Urbino, Vittorio Sgarbi, in occasione di una vera e propria lectio magistralis che ha presentato in un affollatissimo cortile di Rocca Costanza a Pesaro su "Caravaggio".

L'allestimento, realizzato dallo stesso Sgarbi, ha visto Valentino Corvino con le sue musiche originali dal vivo, Tommaso Arosio per la scenografia video, Angelo Generali per la regia e luci, Andrea Balducci per il suono.

Sgarbi, con la sua solita capacità oratoria, ha saputo centrare in due ore la figura di Caravaggio, uno dei più importanti pittori della storia dell'arte, partendo da un'analogia con un'altra personalità artistica "diversa" come Pierpaolo Pasolini, poeta, scrittore, ucciso nel 1975 da un "ragazzo di vita". Pasolini, come Caravaggio, conduceva una doppia vita: il primo grande intellettuale e regista, il secondo il pittore che ha inventato il cinema, il realismo pittorico ed ha utilizzato in modo nuovo e assolutamente realistico la luce. Il primo, inoltre, dopo lo studio intellettuale, faceva emergere l'aspetto omosessuale durante le sere e le notti, talvolta anche in modo violento, il secondo era un assiduo frequentatore di bettole e prostitute e, spesso, causa di violenti litigi.

Partendo da queste analogie, Sgarbi ha voluto evidenziare come il tema della diversità abbia trovato grandi artisti nei secoli, da Leopardi a Mozart, fino ad arrivare ad artisti morti giovani, spesso a 37 anni, che hanno avuto come comune denominatore il tema della rivoluzione nell'arte. Fino al 1918, Caravaggio era considerato un pittore delinquente di dubbia fama; in seguito, per merito del critico d'arte Roberto Longhi che studiò e scoprì l'arte di Caravaggio, nella mostra del 1951 a Milano Palazzo Reale,fece conoscere la sua opera. Da allora, la pittura dell'artista si è diffusa per popolarità ed importanza in tutto il mondo. Fu lo stesso Rubens che cercò di conoscere Caravaggio a Roma ma non vi riuscì.

Perché Caravaggio è ancora così attuale? "Perché ha anticipato personaggi, sentimenti e atteggiamenti che sono in un altro grande intellettuale, cioè Pasolini, abbiamo trovato nei suoi romanzi e nei suoi film. Caravaggio è doppiamente contemporaneo: perché c'è, perché viviamo contemporaneamente alle sue opere che ancora viviamo e perché la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito tutti i significati e l'importanza della sua opera. Un esempio che ha rivoluzionato la sua opera fin dall'inizio sono le nature morte, in particolare la "Canestra di frutta" che si trova alla Galleria Borghese a Roma: qui la verità è più forte rappresentando oggetti che non figure umane. La canestra rappresenta infatti un esempio di naturalismo assoluto. E qui - aggiunge Sgarbi - mi viene spontaneo un parallelismo con Giacomo Leopardi: infatti il rigore scientifico ed artistico sono espressi da entrambi attraverso un carattere poetico, cioè con quella visione delle cose che trova poi rappresentazione in una forma compiuta".

Professor Sgarbi, i primi 25 anni dell'opera di Caravaggio in Lombardia sono veramente segreti o non esistono veramente opere attribuite a lui? "In realtà siamo tutti alla ricerca di opere attribuite al grande Michelangelo Merisi ma, per adesso, nessuno è riuscito a trovarne. Tutto ciò non vuol dire però che il Caravaggio non sia stato influenzato da pittori che hanno lavorato in Lombardia come Lorenzo Lotto, il bresciano Moretto e Giovanni Gerolamo Savoldo. Sotto la scuola di Peterzano, Caravaggio conobbe anche le opere di Tiziano, ma sarà l'arrivo a Roma che porterà una vera rivoluzione pittorica in Caravaggio: a Roma fu introdotto nella scuola del cavalier d'Arpino, buon pittore dell'epoca ed è proprio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi che farà uno dei suoi capolavori, cioè la vocazione di San Matteo. In seguito realizzerà opere di interpretazione religiosa ma usando soggetti del popolo e persino prostitute come ne "La morte della Vergine".






Questo è un articolo pubblicato il 05-08-2016 alle 11:54 sul giornale del 06 agosto 2016 - 456 letture

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