Conclusa ad Urbania la XVIII edizione del Convegno Internazionale “Le scene Universitarie per il Teatro in Carcere”

08/11/2017 - Si è chiusa la diciottesima edizione del Convengo Internazionale Teatri delle Diversità, che col titolo “Le Scene Universitarie per il Teatro in Carcere” ha attratto relatori da ogni parte del mondo.

Il Convegno, che era stato anticipato da una seduta a porte chiuse dei delegati del Comitato Esecutivo dello IUTA-AITU l’Associazione Internazionale di Teatro Universitario, era organizzato dal Teatro Universitario Aenigma diretto da Vito Minoia, con il patrocinio dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino e del Comune di Urbania, con il sostegno del MIBACT Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Marche, con la partecipazione del Ministero della Giustizia e della Rappresentanza Italiana del ITI-UNESCO, l’Istituto del Teatro Internazionale, nonché dell’ANCT l’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Due giorni intensi di lavoro hanno caratterizzato questa edizione che si è aperta sabato 4 novembre con i saluti del Sindaco di Urbania Marco Ciccolini e col messaggio del Presidente AITU-IUTA, il canadese Jean-Marc Larrue. I lavori sono entrati nel vivo con gli interventi delle ricercatrici statunitensi Marie S. Horne della University di Buffalo dello Stato di New York e di Chelsea L. Horne della American University a Washington, del Sudcoreano Chi Woon Ahn, professore alla Hoseo University di Seul, di Elka Fediuk, studiosa all’Università di Veracruz in Messico e di Isabel Cristina Flores Hernandez, dell’Università di Puebla, Messico, nonché di Graciela Munoz, dell’Università di Buenos Aires in Argentina. Al Teatro Bramante, davanti ad un gremito pubblico, la Compagnia teatrale Lo Spacco, composta da detenute e detenuti della Casa Circondariale di Villa Fastiggi, insieme ai ragazzi della Scuola Media statale Galilei di Pasaro, ha presentato ESODO, un lavoro a cura del regista Francesco Gigliotti, assistito da Romina Mascioli, e accompagnato dalle musiche dal vivo di Giovanni Scaramuzzino. La serata si è chiusa con il concerto della Scaramuzzino Family con musiche per mandolino, che spaziavano dal Repertorio classico alla musica etnica.

Domenica 5 novembre, i lavori sono stati scandagliati da un susseguirsi incalzante di interventi: Mariano Dolci, maestro burattinaio, ha dialogato in video con Mimmo Cuticchio, maestro puparo, sulle origini e sull’evoluzione di questa antica arte teatrale. La presentazione, a cura di Nicola Savarese, del libro da lui scritto con Eugenio Barba, ha preceduto l’intervista alla regista libanese Zeina Daccache, coraggiosa pioniera di drama-therapy per detenuti psichiatrici nelle carceri di Beirut, e la relazione di Fra Stefano Luca sull’esperienza di teatro sociale che egli conduce in paesi non occidentali. Il regista e pedagogo Michalis Traitsis ha parlato del lavoro artistico che sta conducendo tra l’Università di Ferrara e il Carcere Femminile della Giudecca a Venezia. Interessante il contributo video e audio di Ron Jenkins, docente di teatro alla Weslejan University di Middletown nel Connecticut, sul lavoro che sta conducendo nelle carceri americane partendo dai testi della Divina Commedia di Dante. La giornata è stata caratterizzata dall’assegnazione del Premio Internazionale Gramsci per il Teatro in Carcere all’attivista ottantaduenne Afroamericano Larry White, che ha trascorso 32 anni della sua vita in carcere negli Stati Uniti, arrivando a comporre un manuale di sopravvivenza per uomini e donne condannati all’ergastolo. Il manuale, dal titolo “Hope Lives for Lifers” (La speranza vive per gli ergastolani), è basato sui principi descritti da Paolo Freire in “Pedagogia degli Oppressi”, che a sua volta ha ispirato Augusto Boal per il suo “Teatro dell’Oppresso”. Larry White è considerato un eroe da tutti i prigionieri d’America, per il suo impegno a sostegno della riforma del sistema carcerario, avendo egli utilizzato il suo tempo per promuovere la libertà degli altri, e ancora oggi, che è in libertà, tornando spesso in carcere per dare speranza ai tanti prigionieri rinchiusi.

La XVIII edizione del Convegno si è chiusa con la commovente performance-testimonianza di Annet Hennaman, donna impegnata da anni negli scenari di guerra di Iraq e Palestina, nel tentativo di far conoscere il dramma che vivono le giovani donne in quei martoriati Paesi.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2017 alle 17:23 sul giornale del 09 novembre 2017 - 187 letture

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