Fano, il carnevale e Gambini, povero Raffaello!

carnevale di fano 08/02/2018 - Il carnevale impazza, come è giusto. Poche le novità e di una soprattutto si sarebbe dovuto fare a meno: di dedicare a Raffaello la sfilata finale del Carnevale di Fano a cui è stata invitata la contrada urbinate di Hong Kong, vincitrice l’anno scorso della sfilata casalinga.

I rappresentanti della contrada hanno avuto anche il privilegio di visitare il cantiere della “Carnevalesca fanese” che dal 1871 organizza il carnevale più antico d’Italia le cui origini risalirebbero al 1347.

Qui non si vuole minimizzare l’impatto sociale del carnevale che da tempo è oggetto anche dell’attenzione degli storici e degli antropologi che si è focalizzata in particolare sul rapporto tra festa, rivolta e mentalità popolare (si veda il saggio di Daniele Di Bartolomeo in “Mediterranea. Ricerche storiche”, 2015, n.35), ma solo rimarcare il cattivo gusto di dedicare il Carnevale fanese a Raffaello.

Mi sarei aspettato un minimo di imbarazzo da parte del sindaco Gambini anche a fronte del comprensibile sofferto silenzio del presidente dell’ “Accademia Raffaello”. Il sindaco, invece, ha preso la cosa talmente sul serio da sfidare il ridicolo dichiarando che sarà sul carro “in giacca e cravatta, ma - puntualizza - se mi chiederanno di mascherarmi lo farò volentieri anche se non ci tengo affatto”. Siamo tutti col fiato sospeso: se decidesse di mascherarsi, che personaggio sceglierà?

A questo proposito ci permettiamo di suggerirgli, tenuto conto anche della sua fisicità, nell’ordine: il corpulento Balanzone che sembra sempre sapere tutto ma che poi infila uno strafalcione dietro l’altro. Oppure Brighella, rivale di Arlecchino, attaccabrighe e imbroglione, in considerazione di come ha trattato diversi ex assessori e cambiato più volte pelle alla sua Giunta e approvato le incursioni volgari e deliranti di Sgarbi in Consiglio comunale. O mettere i panni del vanaglorioso Capitan Matamoros, appariscente ma dotato di poco coraggio, o quelli di Sandrone, il contadino ignorante e grossolano, ma scaltro e sempre dietro al buon affare, che quando tenta di esprimersi in italiano non manca di produrre effetti comici. Insomma se la vedrà il sindaco.

Un consiglio, però: se decidesse di non mascherarsi, ma di salire comunque sul carro in giacca e cravatta, non dimentichi di allacciarsi i bottoni. Un po’ di bon ton, suvvia, non guasta mai.


Foto: @claudio.pietrelli





Questo è un articolo pubblicato il 08-02-2018 alle 20:17 sul giornale del 09 febbraio 2018 - 625 letture

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