La fuga dei giovani da Urbino, le ragioni e alcune soluzioni

non è un paese per giovani 20/02/2018 - Sono dati pubblicati qualche settimana fa quelli che riportano il preoccupante declino del commercio cittadino, una lenta discesa iniziata contemporaneamente alla crisi e culminata con il crollo verticale dell’ultimo anno; sono andate perse 87 attività a fronte delle sole 59 che hanno alzato la serranda per la prima volta al 30 settembre.

Tra i tanti ad andarsene anche il punto vendita di una nota catena di accessori per smartphone ha deciso di abbandonare Urbino in favore della più promettente Fossombrone.

Ecco, quest’ultimo fatto appare come emblematico; cover e cuffiette si vendono ai giovani e ad Urbino questo mercato non c’è perché non ci sono giovani. Nonostante un’università da quasi 15000 studenti, nonostante il continuo afflusso di ragazzi da tutta la provincia per le scuole superiori, nonostante la sua canonica bellezza i giovani non vogliono costruire il loro futuro all’ombra dei torricini.

Gli anni passano ma il turnover tra generazioni non avviene: secondo i dati Istat elaborati da Il Sole 24 Ore aggiornati al 1 gennaio 2017 un urbinate su 4 è over 65. I giovani scappano, la maggior parte verso la ben più attraente Pesaro e il restante verso Bologna, Milano o verso le capitali europee. Il lavoro è la principale motivazione che spinge a partire, lavoro che Urbino non ha da offrire. Anche le vicine Fermignano e Fossombrone, forti delle loro vitali aree produttive, riescono a dare prospettive migliori. Lo stesso vale per gli studenti fuori sede i quali, dopo aver completato gli studi vanno a portare il loro talento dove può esser valorizzato.

L’aria che si respira non è la stessa di prima, i giovani non credono più in questa città ed i presupposti di questo scoraggiamento, oramai strutturali, si sono rafforzati col tempo; nessun centro di aggregazione, le poche attività delle associazioni sono mal coordinate tra loro, non c’è offerta per lo svago e il tempo libero. L’ordinanza anti-alcool ha letteralmente ucciso la vita sociale che storicamente ha sempre animato Piazza della Repubblica, ultimo bastione dell’aggregazione giovanile in città. I risultati sono agli occhi di tutti, piazza deserta e studenti frustrati che oramai in piazza ci aspettano solo la navetta. In compenso i rifiuti della movida, casus belli dell’ordinanza, si sono semplicemente spostati nelle meno trafficate via Budassi o via Veterani; insomma, la polvere è stata nascosta sotto al tappeto.

Dopo questi anni di crisi è difficile individuare un’unica ragione o un colpevole di questa situazione, appare però evidente l’immobilismo dell’attuale amministrazione la quale trovava rappresentanti dei giovani solo tra le fila dell’ex alleato CUT. Un immobilismo che pagheremo nei prossimi anni, che evidenzia una mancanza di progetti di rilancio per la città di Urbino.

In questo momento in cui il governo uscente ha messo in campo interventi a favore delle famiglie, le municipalità della penisola si arricchiscono di start-up innovative generando opportunità, i dati sulla disoccupazione giovanile e non sono in calo, Urbino sembra andare controcorrente.

Il Partito Democratico di Urbino è consapevole che i giovani sono il cuore pulsante della città e per questo crede fermamente che occorra agire con iniziative che possano dar loro opportunità di crescita, lavoro e stabilità. Vari interventi possono esser fatti con un impegno economico limitato e dai potenziali effetti benefici. Una miglior sinergia con l’Università per promuovere l’apertura di attività imprenditoriali innovative, l’individuazione di spazi dedicati per la movida e l’aggregazione, la promozione dell’economia e dei negozi del centro storico oltre ad una serie di eventi socio culturali, magari da proporre alla Fortezza Albornoz, potrebbero essere alcuni spunti su cui ragionare.

Il Partito Democratico di Urbino chiede all’attuale amministrazione di dare risposte ai giovani urbinati iniziando un dibattito serio e responsabile nelle sedi opportune e dal quale scaturiscano una serie di interventi mirati e condivisi.

Urbino necessita e merita una nuova primavera, perché di questo passo, in qualche decade, diventerà la più bella tra le città fantasma. Sembrano passati secoli dall’ultima Festa dello studente, quando centinaia di ragazzi letteralmente da tutta Italia animavano Urbino e gioivano all’inizio dell’estate con i torricini sullo sfondo. Sarebbe un sogno, realizzabile, ridarle vita. Oggi il tutto appare un miraggio pensando al miope coprifuoco dato dall’ordinanza anti-bevande in cui vivono i ragazzi. Ecco, si potrebbe proprio partire da qui, eliminandola o comunque ripensandola. La storia insegna: i proibizionismi non sono mai serviti a nulla.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-02-2018 alle 11:57 sul giornale del 21 febbraio 2018 - 3803 letture

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