L’interminabile applauso ad Armando Punzo, il Sigillo di Ateneo a uno dei padri del teatro in carcere

07/07/2018 - L’Università di Urbino ha celebrato giovedì il festival “Urbino Teatro Urbano”, in corso fino ad oggi 7 luglio, consegnando il Sigillo di Ateneo, la sua massima onorficenza, al regista e drammaturgo Armando Punzo, tra i primi a portare il teatro nelle carceri italiane.

“La sua Compagnia della Fortezza” ha affermato il rettore Stocchi leggendo la motivazione “ancora oggi è annoverata nell'Olimpo delle eccellenze del panorama teatrale contemporaneo internazionale per il rigore della sperimentazione registica e drammaturgica e la capacità di creare spettacoli in grado di trasfigurarne completamente i luoghi. L’Università di Urbino” ha poi sottolineato Stocchi “in queste occasioni esprime al meglio la sua vocazione etica, oltre che accademica, destinata a far crescere l’uomo attraverso la conoscenza”.

Ricevuto il sigillo dalle mani del Rettore, Punzo ha tenuto la sua lectio partendo da un’affermazione che fa sintesi del suo pensiero: “Dobbiamo guardare dove gli altri non guardano”. Sette parole per spiegare cosa lo spinge ancora oggi a varcare i cancelli del carcere di Volterra e portare avanti il Teatro della Fortezza, da lui definita “un’Utopia realizzata, un’esperienza unica che non si esaurisce negli obiettivi di recupero delle persone recluse ma va oltre, verso risultati più ambiziosi che riguardano l’uomo di oggi, impegnato ogni giorno a vivere esclusivamente il presente. Dobbiamo provare a passare dall’Homo Sapiens all’Homo Felix. Per farlo, il teatro è un’occasione straordinaria, in quanto consente di guardare oltre, aldilà della quotidianità. Se le nostre idee sono davvero grandi, dobbiamo mettere in conto il fatto che non saremo noi a realizzarle. Che stiamo seminando per un raccolto che avverrà lontano nel tempo ma possibile. Tuttavia oggi il Carcere di Volterra non è più quello di trent’anni fa, grazie al Teatro. Era inospitale, chiuso, temuto. Perciò se lavoriamo per le idee in cui crediamo, idee di crescita collettiva e di evoluzione anche personale, possiamo aprirci la strada verso una felicità possibile”. L’applauso interminabile del pubblico ne è stata la degna conclusione.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-07-2018 alle 00:00 sul giornale del 07 luglio 2018 - 196 letture

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