Mentre Roma discute Sagunto brucia, niente di nuovo sotto il sole di Urbino

Francisco Domingo Marques The Final Day of Sagunto in 219 BC 09/08/2018 - Come si vede il confine che divide la tragedia dalla farsa è sempre più sottile con una Giunta che assomiglia ormai ad una compagnia teatrale che non conosce il copione e il cui regista, il sindaco Gambini, si agita molto, cambia soggetto, attori e comprimari alla ricerca di cosa fare per la città dopo avere disarticolato la macchina comunale, costruito qualche marciapiede, istituita una caricatura di biblioteca comunale, raccolto le proteste di quanti a Canavaccio non condividono la sua idea di spianare la casa comunale per metterci un parcheggio.

Quanto alle dimissioni di Derogati da Urbino Servizi, in un paese come l’Italia dove nessuno mai si dimette, il gesto è da apprezzare, ma questo non diminuisce gli errori di una gestione malata, opaca, dalle note vicende concorsuali che hanno visto il vice-presidente Alessandro Di Caro dimettersi solo dopo la conclusione del concorso, vinto dal genero, per l’assunzione di un responsabile organizzativo, alle inchieste giudiziarie in corso dal mese di aprile. Un vaso di Pandora che forse riserverà altre sorprese. Al posto di Derogati il sindaco ha scelto l’ex sindaco di Fermignano, il medico Cancellieri, un leghista della prima ora, per molti anni l’unico sindaco leghista a sud del Po, noto soprattutto per le “pacche sulle spalle” distribuite a tutti quelli che gli venivano a portata di tiro, pardon, di spalla. Dubito che sappia qualcosa di come gestire una società in crisi come Urbino Servizi, ma può portare a Gambini dei voti in un possibile ballottaggio alle prossime elezioni comunali se, come sembra, la Lega è intenzionata a presentare un proprio candidato a sindaco o far parte del blocco del centro destra dopo il risultato conseguito a Urbino, con il 14 per cento dei voti nelle elezioni politiche del 4 marzo. E infatti Gambini è andato di corsa ad una recente iniziativa della Lega, nella nostra provincia, che pare abbia avuto notevole successo. Una gestione disastrosa della città messa in campo da un sindaco che interpreta la favola dell’uomo fatto da sé, attore di un dirigismo sgangherato che ha disarticolato la macchina comunale credendo di poterla sostituire con uno staff costoso, di tipo aziendale, che ha messo la maschera dell’efficientismo simile a quello della celluloide della commedia italiana, lontana dalla macchina da guerra sognata dall’imprenditore di successo. Ma il Comune non è un’azienda, è una somma di capacità progettuali e di concretezza che spesso deve mediare interessi contrapposti esercitando lo strumento fondamentale della politica costituito dalla mediazione e dalla scelta delle priorità. In questi anni abbiamo visto la propaganda al posto della politica, l’assenza di un progetto per la città che vive una crisi drammatica per il calo della popolazione, un centro storico desertificato, un’economia in crisi non più alimentata dall’Università, una balena spiaggiata incapace di innovarsi che ha perduto il ruolo guida nella regione superata ormai anche da Macerata-Camerino capace solo di distribuire inutili quanto discutibili “sigilli d’Ateneo” a personalità dello spettacolo in pensione. Ma in alto i cuori, la festa del Duca sta per cominciare e allora è pace, ma armata, anche tra Gambini e Crespini, una rottura da prendesi con le molle viste le giravolte a cui ci ha abituati l’ex vice-sindaco e assessore.

Intanto manovre e scenari legati alle elezioni comunali aleggiano e condizionano ogni iniziativa, critica e dichiarazione di questo e quello. C’è chi ha già identificato il nemico, chi cerca alleati inaffidabili come Crespini o ne ha trovato uno improponibile come Carrabs, a caccia dell’eterna paghetta visto che proprio a fine anno scadrà il suo incarico di amministratore unico della Svim Marche (Decreto presidente della Giunta Regionale n.50 del 31/01 2017 per 30 mila euro all’anno lordi più rimborso spese), chi sta coperto in attesa di schierarsi se ci sarà il ballottaggio; sorgono come funghi liste civiche che saranno solo liste civetta per portare acqua agli eterni personaggi o partiti di riferimento.

Niente di nuovo? No, niente di nuovo. Le novità potrebbero essere due: le dimissioni di Gambini che per non restare col cerino acceso in mano ha costretto Derogati alle dimissioni addossandogli ogni responsabilità per coprire le proprie perché è lui che lo ha designato a ricoprire l’incarico di presidente di Urbino Servizi; l’altra la cacciata di un assessore alla cultura sempre più assente e bugiardo, che forse ci lascerà in eredità il suo “cameriere” Moretti che ultimamente ha dichiarato di volersi candidare a sindaco della città. Ma l’opposizione dov’è? Sembra proprio che mentre Roma discute Sagunto bruci.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-08-2018 alle 00:00 sul giornale del 09 agosto 2018 - 395 letture

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