Paolini (Lega): “Non c’è sicurezza senza carcere per i colpevoli”

03/11/2018 - Il Prefetto di Pesaro-Urbino, dott.ssa Cincarilli, nel ricordare che i reati nella nostra provincia calano, auspica che i ladri vengano presi “…e portati a scontare la pena..”.

E proprio qui che casca l’asino. In Italia, per meccanismi vari, si possono avere sul groppone decine di condanne e non fare un giorno di galera “vera”. E questo perché il legislatore, negli anni passati, così ha deciso, anche se, non di rado, la opinione pubblica attribuisce la colpa delle “scarcerazioni facili” ai giudici, che applicano leggi che hanno fatto i Parlamenti.

Non è colpa dei giudici, e men che meno dei prefetti e dei questori, se nei precedenti 6 anni sono stati fatti almeno 4 provvedimenti “svuota carceri”, se si sono introdotte norme che vietano di mandare in galera chi ha condanne fino a 4 anni; se si sono depenalizzate fattispecie anche gravi, se nel 2013 si è approvata una norma che portava da 90 a 150 giorni all’anno, la “liberazione anticipata”, che significa di fatto un quasi dimezzamento della pena irrogata ai condannati, con effetto retroattivo al 2010….! Come stupirci che i delinquenti di mezza Europa e Africa vengano qui ad esercitare le loro nobili arti del furto, della rapina e dello sfruttamento della prostituzione? Stendiamo poi un velo pietoso sui reati di droga, che crescono ovunque con percentuali dall’8% al 50%, e che vedono ormai padroni delle piazze immigrati africani, non di rado “richiedenti asilo” e mantenuti a 35 euro al giorno ! (ancora per poco per fortuna…)

Nell’Italia dei delitti senza pene occorre ripristinare un minimo di deterrenza vera, che a mio avviso non si ottiene con convegni, buonismo e paccate sulle spalle ma con irrogazione di pene certe e veloci, in particolare su chi, di fatto, si dimostra vivere solo di attività illegali. Se hai 20, 30, 40 precedenti non sei una povera vittima della società ma uno che ruba anni di risparmi e sacrifici, e quindi di vita, agli altri perché non ha voglia di fare nulla lui. ! Occorre dunque incidere su alcune distorsioni di sistema che rendono possibile quanto sopra: ad. Es. revisione delle regole sulla liberazione anticipata, sulla sospensione condizionale della pena, sulla detenzione domiciliare, sulla espulsione degli stranieri con plurimi precedenti di polizia, con sanzioni vere e pesanti in caso di rientro clandestino o di mancato ottemperamento al foglio di via; Sarebbe necessario introdurre un meccanismo simile a quello americano, dove vige la regola del 3: i primi due sbagli lo stato ti comprende e ti aiuta, dal terzo butta la chiave, paghi fino in fondo e ti vengono pure revocati i benefici preconcessi.

Va, infine, ricordato che gran parte delle misure sopra descritte sono state motivate da inconfessabili e banali calcoli economici. Visto che l’Europa ci condanna a centinaia di milioni di euro di risarcimenti per eccessiva durata dei processi e per le condizioni deplorevoli delle ns. carceri, si è pensato di risolvere il problema con il “tana liberi tutti”. Abbiamo liberato Barabba per non fare nuove carceri conformi agli standard europei e accelerare i processi per far si che in carcere entrino e restino più i condannati che non gli indagati, come, non di rado, avviene oggi. "

da On. Luca Rodolfo Paolini - membro Commissioni Giustizia e Antimafia della Camera





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-11-2018 alle 15:48 sul giornale del 05 novembre 2018 - 228 letture

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