Le associazioni ambientaliste e animaliste chiedono alla Regione notizie sul futuro del CRAS

pesaro e urbino|centro recupero animali selvatici|cras| 2' di lettura 23/11/2018 - Le Associazioni animaliste e ambientaliste del territorio sono molto preoccupate per la situazione del C.R.A.S. (Centro Recupero Animali Selvatici): a fine anno le competenze della struttura passeranno definitivamente alla Regione Marche, ma il progetto che riguarda la nuova gestione è ancora in alto mare e non è stato approvato.

Contestualmente è anche previsto il totale cambio degli operatori: quelli attuali, che in questi 9 anni si sono conquistati la fiducia di tutte le associazioni, essendo passati a Marche Multi Servizi non svolgeranno più la loro attività al Cras, poiché non rientra nelle competenze della Società di Servizi.

Il nuovo progetto, prevede infatti l’utilizzo di personale della Foxes, associazione di volontari che in questo periodo hanno sostituito gli operatori per le chiamate di emergenza nei festivi e durante la notte. La preoccupazione delle Associazioni è anche estesa al fatto che c’è rimasto molto poco tempo per effettuare un passaggio graduale tra gli attuali operatori e i nuovi e questo potrebbe compromettere non poco il futuro servizio.

Ci chiediamo, vista l’allarmante piega che sta prendendo la Regione nei confronti del Cras che, soprattutto grazie al prezioso lavoro dei suoi operatori “era” un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale, quali saranno le sorti della struttura di Ca’Girone e, conseguentemente, della fauna selvatica che non va solo “rimossa” come carcassa dalle strade, ma va seguita, monitorata e “recuperata”.

Dopo la lettera dell’assessore Moreno Pieroni ai cacciatori che sdogana il permesso di poter cacciare anche nelle zone di rete Natura 2000, aree di particolare interesse naturalistico per la biodiversità, dopo la delibera da parte del governatore Luca Ceriscioli con la possibilità di cacciare o i cinghiali o altra fauna selvatica da parte degli agricoltori all’interno del proprio terreno agricolo le Associazioni del territorio, deplorando tali decisioni, si chiedono quale sarà il futuro della nostra Regione in fatto di valori ambientali e faunistici e se è normale che circa 20.000 cacciatori dettino legge alla Giunta e al Consiglio regionale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-11-2018 alle 18:33 sul giornale del 23 novembre 2018 - 357 letture

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