La Lega Urbino a tutela del diritto di accesso agli atti e di difesa dei malati

regione marche 3' di lettura 05/01/2019 - Esiste un diritto acquisito nella comune dialettica Pubblica Amministrazione - Cittadino che non può e non deve essere sminuito o ridotto come sta facendo attualmente l’ASUR Marche.

Questo diritto si chiama “trasparenza”, ossia la possibilità di poter accedere, da parte di ogni cittadino, agli atti prodotti dalle Pubbliche Amministrazioni.

A maggior ragione quando questi possono riguardare un diritto inalienabile come la salute, la quale è espressamente tutelata dall’articolo 32 della nostra Costituzione quale “fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività”.

Quando questo diritto viene meno, per qualsivoglia motivo (un intervento non andato a buon fine, una scelta terapeutica ritenuta sbagliata, ecc.), da chi invece dovrebbe garantirlo, è facoltà del cittadino poter chiedere i documenti prodotti e parimenti dovere di una Amministrazione Pubblica dare quanto richiesto, ovviamente nei tempi previsti dalla legge.

La stessa cosa vale per un concorso dai risvolti poco chiari, da un atto che danneggia uno o più dipendenti, ecc.

L’importanza che il Legislatore ha dato alla “trasparenza” la si può evincere anche dal fatto che nella “home page” di una qualsiasi Amministrazione sia essa un Comune, una Provincia, una Scuola o un’Azienda Sanitaria compare sempre una parte che si chiama per l’appunto “amministrazione trasparente” nella quale sono riportati, di solito in ordine cronologico, tutti gli atti amministrativi che ogni giorno vengono dispensati e che ciascuno di noi può consultare liberamente dal proprio computer; questo fa parte del c.d. rapporto di fiducia imprescindibile che ci deve essere tra la “cosa pubblica” e il cittadino.

Ciò purtroppo non sta succedendo con l’ASUR Marche, ossia l’Azienda Sanitaria Unica Regionale che ogni giorno si occupa della salute di noi marchigiani. In meno di un anno (Dicembre 2017 - Novembre 2018) l’ASUR ha prodotto tre versioni di come il cittadino può accedere agli atti nel “diritto” di accesso riconosciuto dalle leggi dello Stato italiano. Ogni versione si dimostra sempre più restrittiva della precedente rendendo tale “diritto” un vero e proprio percorso di guerra.

Così facendo si rende sempre più difficile a ogni cittadino la possibilità di poter capire e poi far valere le proprie ragioni per un intervento chirurgico o medico andato male, per un concorso poco chiaro, per un atto ritenuto illegittimo, ecc.

Tramite quanto stabilisce l’ASUR si attuerà, per esempio, il c.d. “silenzio diniego”, cioè l’ASUR stessa non è e non sarà chiamata a dare spiegazioni su un proprio atto nei termini di 30 giorni previsti dalle leggi dello Stato ma il superamento dei trenta giorni senza alcuna risposta, significherà che il cittadino dovrà appellarsi ai Tribunali competenti per poter avere quanto richiesto!

A tutto ciò si aggiunga ora la difficoltà e la quasi inaccessibilità dell’Albo Pretorio Elettronico dell’ASUR Marche dove l’apertura dei documenti in formato elettronico non è possibile e gli atti non sono riportati con ordine.

Tutto ciò è l’antitesi del principio della trasparenza e del legittimo affidamento che fa capo ad ogni Pubblica Amministrazione e che dovrebbe perseguire l’obiettivo di favorire un controllo diffuso da parte del cittadino sul proprio operato e soprattutto sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

La Lega ducale si fa portavoce di questo problema di trasparenza che limita il diritto di conoscere cosa fa e ha fatto la Pubblica Amministrazione e, nel caso ce ne fosse bisogno, di difendere i propri diritti, soprattutto quando si parla di salute. Diritti da far valere erga omnes, cioè qualsiasi persona può e deve poter difendere i propri diritti eventualmente anche quelli nei confronti dell’ASUR Marche che gestisce la nostra salute.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-01-2019 alle 00:00 sul giornale del 05 gennaio 2019 - 575 letture

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