Pinocchio e l'albero delle monete d'oro, analisi del bilancio di fine anno del sindaco Gambini

3' di lettura 05/01/2019 - Nella conferenza di fine anno, più volte trasmessa dalla TV locale, il sindaco Gambini ripete che grazie alle sue capacità imprenditoriali, con pochi soldi disponibili, ha realizzato molte opere nuove o già intraprese dai precedenti governi, ma mai portate a termine.

Noi sosteniamo invece, mostrando dati inoppugnabili forniti dalla stessa amministrazione, che quanto fatto (quasi esclusivamente asfaltature, chiusure di buche, tagli di erbe e di alberi) non è affatto frutto di efficienza amministrativa; il sindaco ha semplicemente speso somme considerevoli derivanti da più fonti, ereditate e non riconducibili alla sua “capacità“ imprenditoriale o provenienti dalla vendita di beni produttivi, quelli che dall’opposizione definiva gioielli di famiglia.

In particolare:

vendita delle le quote di Marche Multiservizi 2.041.000 euro;
vendita delle quote di MEGAS-NET 1.235.300 euro;
vendita di palazzo Chiocci euro 704.000i;
accensione di mutui 1.237.000;
canone per concessione alla cooperativa della struttura della nuova casa albergo Montefeltro euro 450.00 annui;

utili da MMS 132.000 euro annui. Considerato che nel 2017 gli utili realizzati da Marche Multiservizi ammontano a circa 30 milioni di euro, il Comune di Urbino ha incassato una vera miseria; le entrate sarebbero state superiori se non fossero state vendute le quote, in pochi anni si sarebbe recuperato quanto incassato dalla vendita, mantenendo però la proprietà; sottolineiamo ancora una volta che di fatto dalla vendita si è ricavato il 50% considerato lo scomputo per l’acquisto da MMS della sede ex-Megas, uno scheletro deteriorato dal tempo che nessuno vuole e di cui, dopo quattro anni, non si sa cosa fare. Proprio un ‘azione da imprenditore! A Gambini interessava soltanto vendere, incassare ed… asfaltare : l‘asfalto è visibile subito, l’impoverimento della città è ben nascosto;

proventi da danno ambientale legato alla discarica di CA’ LUCIO 450.000 euro annui;

affitto vecchia casa albergo euro 30.000 annui e così via.

Dalla vendita dei beni ex-Irab, beni vincolati e destinati all’assistenza, furono accantonati dalla precedente Amministrazione 4.163.000 euro per rispettare il patto di stabilità; Gambini ha potuto usufruire di questa cifra per pagare le rate relative alla reinternalizzazione della struttura per anziani “Il PADIGLIONE“ per circa 500.000 euro annui dal 2014 al 2020, il mutuo del Padiglione di 286.000 euro viene pagato con una parte del canone di affitto della casa albergo. Quindi i pagamenti che l’amministrazione effettua sono possibili grazie ad azioni compiute da altri, sicuramente non riconducibili in alcun modo al buon governo di Gambini e della sua giunta; anzi una quota del canone della cooperativa, 160.000 euro, viene messa nel calderone alleggerendo il bilancio comunale.

Non c’è alcun risparmio, nessun progetto, nessun investimento, solo pochi spiccioli da altri enti. Nessun progetto vero realizzato, solo enunciazioni. La città intanto, come abbiamo sottolineato da tempo, diventerà sempre più povera di risorse e di abitanti. Il mancato accordo con il comune di Tavoleto, è stato il frutto dell’arroganza del sindaco Gambini nel rapportarsi con la gente, ed una città con meno di 15.000 abitanti inevitabilmente perderà molti servizi e benefici di cui attualmente gode. Altro che buona amministrazione, solo opere di ordinaria manutenzione senza alcuna progettualità lungimirante tesa al rilancio economico e sociale della città. Una visione miope che condannerà all’irrilevanza una città Patrimonio dell’UNESCO, sede di una prestigiosa università e di scuole di alta formazione, sede della Galleria Nazionale delle Marche e di altri servizi fondamentali.


da CUT Liberi Tutti - Movimento Urbino al Centro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-01-2019 alle 00:00 sul giornale del 05 gennaio 2019 - 903 letture

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