Caccia, Regione Marche ancora sconfitta, il Consiglio dei Ministri impugna la Legge Regionale n. 46/2018

caccia 2' di lettura 09/02/2019 - Il 2019 per la Regione Marche in materia di caccia inizia come era finito il 2018, ovvero collezionando l’ennesima sconfitta! Dopo le disfatte subite nei mesi di ottobre e novembre davanti al Consiglio di Stato, di fronte al TAR e allo stesso Consiglio dei Ministri che, poco prima di Natale, aveva impugnato per incostituzionalità anche la L. R. n. 44/18, la Regione Marche subisce l’ennesima batosta sulla questione della caccia nelle aree della Rete Natura 2000!

Ancora una volta quindi il Governo, esercitando il suo potere di impugnativa, ha sottolineato l’illegittimità costituzionale della Legge Regionale n. 46/18, scritta in fretta e furia solo per consentire ai cacciatori di non perdere delle giornate utili per sparare nelle aree della Rete Natura 2000. Così facendo, il Consiglio dei Ministri ha certificato definitivamente l’incapacità legislativa ed esecutiva dell’assessore alla caccia Pieroni, della Giunta e del Consiglio regionale delle Marche che, a stragrande maggioranza, hanno preferito andare incontro all’ennesima figuraccia, solo per tenere buoni i cacciatori marchigiani, pur sapendo che quella legge non avrebbe mai superato il giudizio di legittimità costituzionale. Con questo atto, infatti, il Governo ha compiuto il primo passo che porterà alla cancellazione di questa norma anticostituzionale, ripristinare la legalità e impedire che il prossimo anno si torni a sparare in quelle aree della rete Natura 2000 delle Marche, che docenti universitari ed esperti scientifici dalla Comunità Europea hanno individuato e perimetrato proprio per la loro importanza dal punto di vista faunistico e che quindi meritano di essere protette e tutelate integralmente e non sottoposte al piombo dei cacciatori marchigiani! Questo perché la “fauna selvatica”, secondo quanto sancito dalla nostra Costituzione, rappresenta un “patrimonio indisponibile dello Stato”, dunque di tutti i suoi cittadini, anche di quelli che non vanno a caccia e che rappresentano la stragrande maggioranza!

Quindi la tutela della fauna selvatica è prerogativa statale ed anzi, nel caso specifico delle aree della rete “Natura 2000”, perfino comunitaria e non può essere quindi trattata come “merce di scambio” per fini elettorali da una Regione che finora ha sempre dimostrato la sua assoluta sudditanza al mondo venatorio, peraltro mal riposta, visto che i cacciatori nelle Marche si sono ormai ridotti a meno di 20.000 unità.

Le nostre associazioni continueranno sempre a battersi con ogni strumento giuridico in difesa della fauna selvatica, dell’ambiente e dei cittadini della nostra Regione, contrastando qualsiasi atto contrario alla legge e ogni favoritismo venatorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-02-2019 alle 00:00 sul giornale del 09 febbraio 2019 - 393 letture

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