Cantiano, sabato l'inaugurazione del Museo della Turba

Cantiano, sabato l'inaugurazione del Museo della Turba 3' di lettura 10/04/2019 - Dal secolo di San Francesco, la Turba è una rappresentazione che rievoca nelle forme del teatro popolare-religioso la passione, morte e resurrezione di Cristo. Si svolge ogni anno la sera del Venerdì santo nel paese di Cantiano in Provincia di Pesaro-Urbino.

Lo spazio espositivo che verrà inaugurato il prossimo sabato 13 aprile 2019 nel Polo museale S. Agostino è un omaggio della comunità cantianese alla Turba, a tutti coloro, che nei secoli, hanno contribuito a tramandare la tradizione del Venerdì Santo.

“ (…) Un museo si realizza quando c’è dietro una storia, spiega il Sindaco Alessandro Piccini e noi ce l’abbiamo. È un segnale del pragmatismo di questa amministrazione comunale, il frutto di un percorso di lavoro, una progettualità che fa rima con orgoglio, storia, fede e tradizione. In altre parole, lo spirito di una comunità (…)”.

Questo momento è frutto della particolare sinergia tra l’Associazione culturale TURBA, che garantisce il mantenimento dell’evento secondo una lunga tradizione e ne cura gran parte della progettualità, e l’Amministrazione comunale di Cantiano che, riconoscendo nella Turba l’elemento di identificazione della Comunità locale, si è assunta il compito di fornire tutto il sostegno necessario per far fronte ai vari oneri tra cui quello della messa in scena.

Il Museo della Turba è stato realizzato grazie a contributi provenienti dal Progetto “Asili d’Appennino”/ Strategia Nazionale Aree Interne di cui l’Unione Montana Catria e Nerone è capofila.

Il programma

Cantiano - Sabato 13 aprile 2019 - Chiostro S. Agostino

Dalle ore 16,00
INCONTRO sul tema:
“Rappresentazione della Passione e Identità comunitaria oggi” a cura dell’Associazione culturale TURBA
Interverranno:
Prof. Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia del MiBACDott. Flavio Sialino, Presidente di Europassione per l’Italia

A SEGUIRE, apertura del Museo della Turba in presenza delle autorità civili e religiose, rappresentanti dell’Unione Montana Catria e Nerone(capofila Strategia Nazionale Aree Interne/Progetto “Asili d’Appennino”), della Regione Marche e della Diocesi di Gubbio.

L’incontro si concluderà con la visita allo spazio espositivo a cura della Società MARCHINGEGNO srl che ha realizzato il progetto museale.

MUSEO DELLA TURBA - Il filo rosso: STORIA + COMUNITA’

1260-1400
, La manifestazione della “Turba” trae le sue origini nella metà del XIII° secolo, periodo in cui si assiste al grandioso sviluppo del movimento popolare dei “flagellanti”. Alla pratica della flagellazione e all’aspetto processionale, si affiancava non meno importante il canto che esortava alla penitenza, lo sviluppo del quale condurrà a quelle forme di sacra rappresentazione, che iniziarono a svolgersi nei sacrati e nelle piazze. Nel giro di pochi anni tali movimenti si trasformarono da fatto puramente emozionale e legato a situazioni particolari di tempo e di luogo, a fatto istituzionale formalizzandosi attraverso la costituzione di confraternite.

1576, inizia la stesura del “Liber Societatis Boni Jesu Terrae Cantiani - B”, volume fortunatamente pervenutoci dell’antico sodalizio costituitosi sull’onda del movimento dei flagellanti, riformato intorno 1427 da San Bernardino da Siena. Molte notizie fanno riferimento alla “Processione del venerdì santo” come ad un qualcosa di già consolidato nel tempo.

1694, è l'anno in cui viene copiato da un “libro stracciato” della Societatis Boni Jesu Terrae Cantiani, l’elenco dei personaggi del vecchio e nuovo testamento che prendevano parte all’imponente processione del venerdì santo che si snodava per le vie del paese a cavallo tra il 1500 e 1600.

1700-1800, numerose notizie tratte dai libri della confraternita e le autorizzazioni rilasciate dall’autorità civile, testimoniano sulla presenza della processione con personaggi in costume la sera del venerdì santo, più propriamente detta “Processione del Venerdì santo con Turba”.

1920-25, periodo al quale si riferisce la prima documentazione fotografica della “Turba”.

1934, in volume che illustra la provincia di Pesaro-Urbino, nella pagina dedicata a Cantiano, “La Turba” occupa una menzione particolare per lo “spiccato colore folkloristico”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2019 alle 20:43 sul giornale del 11 aprile 2019 - 691 letture

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