BOOKS AND THE CITY - Jacopo Cesari, la prima storia gay delle Marche. L'intervista

4' di lettura 06/06/2019 - Torna l’appuntamento con la rubrica "Books and the city", in collaborazione con Aras Edizioni. La formula scelta è quella dell'intervista all'autore. È la volta della prima storia del movimento LGBT marchigiano firmata dall’attivista Jacopo Cesari: “Siamo ovunque. Storia omosessuale marchigiana”. Con un’introduzione di Giovanni Dall’Orto e Franco Grillini, una testimonianza di Angelo Pezzana e un’intervista a Gianni Vattimo. Il volume gode del Patrocinio di Arcigay Associazione LGBTI+ Italiana.

IL LIBRO
Vicende e personaggi della comunità gay marchigiana dai tempi più antichi ai giorni nostri diventano la narrazione dell’evoluzione del movimento gay contemporaneo. Come si è costruita e come sta andando modificandosi l’identità omosessuale oggi? Attraverso il lavoro di ricerca di Cesari, si costruisce per la prima volta nero su bianco un archivio storico della memoria omosessuale marchigiana. Le Marche fungono da archetipo per raccontare l’Italia omosessuale di provincia, lontana dalla grande storia, dalle città metropolitane, dai riflettori.

Prima di tutto complimenti è un lavoro enorme e sicuramente una dura sfida vinta! A libro pubblicato viene da guardare al principio. Dunque, com’è nato questo progetto?
Il lavoro di ricerca inizia fisicamente nel 2017, mai avrei immaginato di raccogliere eventi e vicende che toccano tutto il territorio regionale, abbracciando nove secoli di storia. Tutto nasce da un obiettivo molto più modesto: ricostruire la memoria associativa di Arcigay Pesaro che non c'era e di cui, per oltre dieci anni, ero stato attivista. Nell'iniziare questo lavoro due cose sono apparse evidenti fin da subito: la straordinaria mole di notizie che andavo scoprendo e la totale assenza di pubblicazioni e ricerche storiche precedenti sugli omosessuali marchigiani.

“Siamo ovunque” fondamentalmente è una raccolta di storie e testimonianze raccontate direttamente dai protagonisti stessi che hai ascoltato nei tuoi viaggi in lungo e in largo per l’Italia. Ci sveli qualcosa.
In un Paese in cui l’omosessualità è stata per lungo tempo un tabù, la memoria orale costituisce spesso l’unica fonte a disposizione. Sono state necessarie oltre quaranta interviste per ricostruire alcune dinamiche e avere una corretta visione di determinati momenti storici. Tuttavia, il libro si basa anche su fonti d’archivio, articoli di stampa, materiali e documenti conservati da privati e associazioni. A questo proposito ti consegno le parole che scriveva nel 1972 la prima attivista Lgbt marchigiana: "Avere vergogna o paura di come si è fatti equivale a rinunciare a essere, a vivere. Omosessuali convinti di tutta Italia, bisessuali, travestiti, lesbiche, uniamoci!".

Paolo Bonetti credette fortemente in te e in questo volume. Perché? Qual è l’importanza che, con la sua lungimiranza, ha visto in questa pubblicazione?
Io e Paolo ci siamo conosciuti nel 2008, è stato una figura determinante per il mio coming out, anche se penso che questo lui non l’abbia mai saputo. Il nostro rapporto si era stretto negli ultimi tre anni in virtù di questo progetto. Aveva saputo che la mia tesi di laurea verteva sull’omosessualità nelle Marche e si era deciso a farne un libro. Io in verità avevo già ricevuto un paio di altre proposte di pubblicazione da Roma e Ancona e avevo preso tempo, nei miei piani c’era il trasferimento all’estero e l’idea di lavorare a questa ricerca da “grande”. Paolo era una persona molto determinata, mi parlava come se la decisione fosse già stata presa e di fatto propose la pubblicazione alla casa editrice Aras, senza che io avessi detto sì. Nella vita ci sono delle occasioni che vanno prese, mi sono reso conto che se non l’avessi seguito avrei continuato a procrastinare. Paolo credeva nel valore della mia ricerca, purtroppo è venuto a mancare prima che fosse completa. Nei ricordi pubblici che sono seguiti nessuno ha fatto menzione della sua omosessualità. Questo libro serve proprio a squarciare questo velo di silenzio per cui degli omosessuali si sa ma non si deve dire.

Il libro si accompagna e amplifica un’altra grande novità marchigiana: il primo Pride nella nostra regione. Raccontaci il fermento e l’attesa che si sta vivendo in questi ultimi giorni prima del corteo dell’8 giugno ad Ancona.
Sabato 8 giugno sarò ad Ancona, la mattina alle 10.30 presso la Mole Vanvitelliana per la cerimonia ufficiale della giornata in cui interverrò parlando del libro e il pomeriggio per un corteo che mi auguro sia molto partecipato. Sarà una bellissima giornata, non soltanto per le persone Lgbt ma per tutte le marchigiane e i marchigiani.








Questa è un'intervista pubblicata il 06-06-2019 alle 10:07 sul giornale del 07 giugno 2019 - 1485 letture

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