LAC Marche: "No alla riapertura alla caccia dell’Oasi faunistica La Badia di Urbino"

oasi la badia 2' di lettura 13/06/2019 - La LAC - Lega per l’Abolizione della Caccia delle Marche si opporrà fermamente in ogni sede legale ed istituzionale a qualsiasi ipotesi di riapertura alla caccia dell’Oasi faunistica “La Badia”. L’area protetta venne istituita 40 anni fa dalla Regione Marche per tutelare la fauna e l’ambiente su un territorio di circa 800 ettari nei Comuni di Montecalvo in Foglia ed Urbino.

Si tratta di una zona che comprende varie aree ZPS e SIC della Natura 2000, di notevole interesse comunitario, nella quale sussistono elementi naturali di indubbio valore, come le anse del fiume Foglia, con la loro vegetazione, i lembi di querceto, la varietà del suolo (da zone di calanco a prati umidi), le numerose macchie arbustive ed arboree e la ricca avifauna stanziale e migratoria. All’interno dell’Oasi, peraltro è stata creata da molti anni l’azienda agrituristica “La Badia”, meta in tutte le stagioni di ambientalisti, ricercatori, scolaresche e naturalisti di ogni genere. L’azienda agrituristica ha una superficie coltivata di circa 85 ettari, tutti a conduzione biologica dal 2001 e arricchiti da 15 ettari di boschi e di prati. Le coltivazioni prevalenti sono: grano duro, farro, avena, soia, ceci, fagioli e lenticchie, erba medica e trifoglio. Un piccolo frutteto, un orto e un pollaio completano la produzione aziendale. I prodotti vengono poi conferiti ad un Consorzio di Agricoltori Biologici e utilizzati nell’agriturismo.

Riaprire alla caccia l’Oasi “La Badia”, oltretutto alle braccate al cinghiale, rappresenterebbe quindi, oltre che un massacro della pregevole fauna presente, anche un danno incalcolabile ad un’attività agrituristica come quella de “La Badia”, ed alle tante altre aziende agricole presenti, che danno lavoro e sostentamento a moltissime famiglie!

Le notizie sulla riapertura alla caccia dell’Oasi faunistica “La Badia”, come pure di altre aree attualmente precluse all’attività venatoria come il C.P.R.F.S. “Rancitella”, sempre nel Comune di Urbino, sono frutto di alcune indiscrezioni trapelate sul contenuto del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, alla cui redazione stanno lavorando lo Studio Geco, la Cooperativa D.R.E.A.M. Italia, ma soprattutto il Dott. Giovanni Giuliani, zoologo e consulente faunistico di Urbino, molto noto in città soprattutto come cacciatore e divulgatore di caccia sui social, specialmente di quella al cinghiale. Il Dott. Giovanni Giuliani è peraltro il figlio del Dott. Angelo Giuliani, rinomato dirigente ASUR della Regione Marche, ed incaricato da quest’ultima della riorganizzazione e gestione del CRAS - Centro di Recupero degli Animali Selvatici delle Marche.

Leggi qui la rettifica.


da Danilo Baldini
Delegato LAC Marche





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2019 alle 07:00 sul giornale del 13 giugno 2019 - 992 letture

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