Oasi la Badia, anche il Movimento 5 Stelle di Urbino contro la riapertura dell’attività venatoria

oasi la badia 2' di lettura 10/07/2019 - Anche il Movimento 5S di Urbino si schiera contro l’apertura all’attività venatoria nelll’Oasi della Badia: un’area protetta ricca di biodiversita che per la sua bellezza è meta di un turismo naturalistico ed è luogo di didattica da parte delle scuole, un’esempio di conservazione dell’ambiente.

La giustificazione da parte del mondo venatorio all’apertura dell’oasi è la proliferazione degli ungulati all’interno della stessa. Rispondiamo che la soluzione a questo problema non può essere offerto dalla caccia, e lo dimostra il fatto che in 50 anni di gestione venatoria degli ungulati, il problema anzichè diminuire è aumentato. A rafforzare tale tesi ci viene in aiuto un’esperimento svolto nella vicina (e simile morfologicamente) regione Toscana che negli ultimi due anni ha tenuto aperta la caccia al cinghiale ininterrottamente tutto l’anno con l’intento di risolvere il problema, e sono arrivati alla conclusione che questo sistema ha peggiorato la situazione, quindi costretti a fare un passo indietro.

Studi recenti hanno scientificamente provato che proprio la caccia ai cinghiali ne favorisce la proliferazione. A sostenerlo, durante un recente convegno sulle “Ragioni biologiche della diffusione del cinghiale e i problemi giuridici annessi” tenutosi a Vasto, è il professor Andrea Mazzatenta, docente della facoltà di Medicina veterinaria all’Università di Teramo ed esperto del “fenomeno”.

Il movimento 5S da anni si sta adoperando, soprattutto in Regione con il nostro Consigliere Piergiorgio Fabbri, per cercare un’alternativa a quello che fin’ora non sembra aver funzionato per il controllo cinghiali e per aiutare chi lavora in agricoltura e subire meno danni possibile e, soprattutto potersi difendere, proponendo la tecnica del cattura con i recinti dedicati. All’ATC1 pesaro-urbino mandiamo a dire che, almeno in questa fase, non è il caso di concedere altro territorio alla caccia, vista le difficoltà che hanno a gestire quella già in essere, almeno fino a quando non si ritornerà ad un numero di cinghiali congruo al nostro territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2019 alle 07:00 sul giornale del 10 luglio 2019 - 482 letture

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