Fossombrone, Lega: "Riaprire la Biblioteca Passionei dovrebbe essere un dovere civico"

biblioteca passionei fossombrone 3' di lettura 14/10/2019 - L’immobilità in ambito infrastrutturale dura oramai da anni, soprattutto per ciò che concerne gli interventi che dovrebbero essere programmati dall'amministrazione in ambito di lavori di manutenzione, ristrutturazione e adeguamento del patrimonio comunale e che richiedono invece una repentina attenzione, visto lo stato in cui vige il centro storico e gli importanti, nonché storici immobili di proprietà comunale, alcuni dei quali di valore inestimabile.

Un immobilismo che ha comportato la perdita di innumerevoli fondi pubblici in questi tre anni di amministrazione grillina, un esempio tra tutti quello che riguarda i fondi Por-Fesr 2014/2020 della Regione Marche (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) che avrebbero potuto portare circa 600.000€ e quindi permesso la completa riqualificazione della Biblioteca Passionei.

Peccato però che l’amministrazione non ne ha fatto richiesta in quanto non condivideva il precedente piano di riqualificazione, quindi in attesa di un loro progetto, che a quanto pare non esiste ancora e che anzi non compare nemmeno più nel bilancio 2019, non solo si sono persi soldi che avrebbero potuto rendere cantierabile il progetto esistente, ma in questo modo la Biblioteca viene lasciata all'abbandono ed al degrado più totale, gli unici locali ancora decenti sono quelli dell’ex direzione, dove ad oggi si distribuiscono sacchi e bidoni della spazzatura.

Una delle biblioteche più importati, più qualificate, più attive della nostra provincia e della nostra regione, resta così chiusa ormai dal primo gennaio 2011 quando qualcuno decise che era necessario un favoloso e costosissimo progetto.

Da quell’anno le preziosissime opere della biblioteca sono ripartite tra la Quadreria Cesarini, l’ex ricovero comunale ed un deposito a pagamento a Senigallia, mentre il Fondo Antico, fortunatamente troppo costoso da spostare, è conservato nell’ex laboratorio analisi, dove è attualmente aperta la biblioteca in sezione ridotta.

Finora tutto ciò è costato alla collettività circa 150.000€, più o meno 20.000€ l’anno e visto l’attuale silenzio dell’amministrazione proprio sulla stesura di un progetto di riqualificazione della struttura originaria, a quanto pare non più nei loro programmi, il costo di mantenimento delle opere continuerà a gravare su tutta la comunità e sul bilancio comunale.

Ciò che più duole però è che, vista l’inadeguatezza dei luoghi in cui giacciono le opere, il prezioso materiale si sta logorando, specie il fondo ottocentesco e le costose collane dei Classici Greci e Latini, lasciate in luoghi ormai più simili a discariche e sopratutto non più consultabili.

Purtroppo l’ambizione smodata di alcuni e l’inedia di altri, sanciscono l’ennesimo fallimento della giunta grillina che, oltre a far pesare tutto ciò sulle casse comunali, sta privando Fossombrone di un importantissimo gioiello artistico, storico e culturale, unico forse, non solo nelle Marche ma nel mondo.

La Lega ritiene che la riapertura della Biblioteca Passionei dovrebbe essere considerata un dovere civico e non trasformasi nel solito rincorrersi di alibi, scusanti e colpe.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2019 alle 07:00 sul giornale del 14 ottobre 2019 - 280 letture

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