Il Partito Democratico sui Comitati di Italia Viva: "Comitati personalistici, non coerenza ma opportunismo"

italia viva 2' di lettura 12/11/2019 - In Urbino nascono i comitati di Italia Viva a supporto del progetto di Matteo Renzi, vi aderiscono persone che credono in questo progetto, appoggiate da altre che già fuori dal Partito Democratico alle ultime elezioni amministrative, tentano di riposizionarsi su una piattaforma nazionale.

Cosa ne pensa il PD? Noi siamo convinti che l’azione politica di un partito deve poter rappresentare pezzi di società, l’estrazione del PD in particolar modo, come partito di sinistra, deve poter guardare verso quelli che oggi in un sistema economico intrecciato e complesso, rimangono indietro, subendo fortemente gli effetti della globalizzazione e della ragione economica.

Il PD è stato per alcuni anni un progetto politico coesivo, che doveva tener conto di diverse sensibilità utili al paese per il rilancio progressista ed europeista della società. Ma i tempi cambiano e si velocizzano, in linea con le reti informatiche e il flusso di dati, occorre sintetizzare il pensiero, esprimere un’articolazione complessa in una battuta, si abbandona il ragionamento per sacrificarlo sul trono della semplificazione. Questo permette di sostenere un concetto oggi e di sostenere il contrario domani senza colpo ferire, passare da sinistra a destra come condizione normale. Su questa base corre il parallelismo con il personalismo, la semplificazione delle idee per la riconoscibilità del singolo e la sua emersione.

I comitati rispondono a Renzi in una condizione puramente personalistica, allora anche in Urbino la nascita di questi comitati da parte di chi si è posizionato fuori del PD per ragioni personalistiche, trovano oggi una loro realtà, tanto è che assistiamo alla nascita di due formazioni distinte sotto lo stesso simbolo, tutti retti da una personalizzazione divisiva in perfetta aderenza con chi l’ha pensato a livello nazionale.

In quest’ottica la persona sposta il gruppo a seconda della convenienza, definendo sfumature ciò che sfumature non sono, come per l’appunto governare Urbino insieme alla Lega e a Forza Italia, anche perché nella semplificazione delle cose tutto può essere accettato, ma nell’analisi più profonda scopri che le differenze sono incolmabili. Su questo basta pensare a chi in parlamento non vota a favore per l’istituzione della commissione Segre, forse per non far emergere una forte connessione con le frange di estrema destra razziste e omofobe, e invece c’è chi la sostiene e l’ha sempre sostenuta perché ne condivide le ragioni.

Ciò che è a livello nazionale è anche a livello locale, le origini delle idee sono le medesime, non sono sfumature ma differenze profonde. Parlare due lingue a seconda della convenienza non si chiama coerenza ma opportunismo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2019 alle 07:00 sul giornale del 12 novembre 2019 - 549 letture

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