Sgarbi pro-sindaco, che l’avanspettacolo cominci!

gambini e sgarbi 5' di lettura 10/12/2019 - Dopo il teatrino di giugno, in occasione dell’insediamento del nuovo Consiglio comunale nel corso del quale il riconfermato sindaco Gambini annunciava coram populo la trovata di Sgarbi pro-sindaco con “delega alla cultura”, i prossimi giorni il Consiglio comunale sarà chiamato ad approvare il provvedimento che ha richiesto un’integrazione statutaria, approvata nella seduta del 25 settembre.

L’incarico di pro-sindaco, onorifico e gratuito, è una novità assoluta per il nostro Comune che in passato non ne aveva mai sentita la necessità. Si tratta, per altro, di una figura che per biografia e profilo politico-culturale, è in molti casi legata alla città da un rapporto particolare per averne attraversata la storia e lasciato un segno, una sorta di rappresentante e garante delle virtù cittadine.

Ora non mi pare che questo corrisponda al profilo di Vittorio Sgarbi che nel precedente mandato è stato soprattutto un assessore inconcludente e latitante. Per di più le “deleghe”, secondo prassi e diritto, si attribuiscono agli assessori per occuparsi di uno specifico settore. Ma Sgarbi non è assessore e quindi svolgerà il ruolo di consulente del sindaco per la cultura, delega che Gambini ha trattenuto per sé, ma di fatto sarà l’ assessore ombra con reciproco vantaggio: il sindaco non dovrà occuparsi dei problemi, per lui ostici, della cultura e Sgarbi potrà pretendere dei compensi, venuta meno l’incompatibilità con la carica di assessore, per le iniziative da lui promosse.

Del resto lo stesso Gambini il 4 giugno aveva candidamente dichiarato al “Carlino” che Sgarbi “da assessore non può fare da curatore delle mostre per legge, e quindi è in una situazione limitante. Lui è Sgarbi e non ha bisogno di essere chiamato assessore a Urbino, noi invece abbiamo bisogno di lui e in futuro potremmo anche pagarlo cosa che ora non è possibile per incompatibilità”. Una soluzione definita da Sgarbi una “genialata” dopo aver fatto finta di essere indignato per la mancata riconferma ad assessore, concludendo che “ci sarà da divertirsi”. Difficile capire perché visti i precedenti di un personaggio affetto da narcisismo patologico e da ben calcolate stravaganze.

Nel Consiglio comunale del 25 settembre in cui è stata presentata per l’approvazione la delibera per l’indispensabile integrazione statutaria, Gambini ha definito l’introduzione della figura del pro-sindaco come “opportuna oggi, domani e dopodomani”, un intervento confuso e pasticciato (un “minestrone” l’ha definito il consigliere di minoranza Rosati) come si può leggere a p. 33 del Resoconto consiliare, in cui afferma che c’è bisogno di Sgarbi anche perché in Comune non ci sono più dirigenti, che gli assessori sono diminuiti da sei a cinque per concludere che “avere un supporto per alcune attività che oggi può essere su un settore e domani potrebbe essere su un altro settore che sia così un supporto veramente importante e di aiuto alle amministrazioni che si possono succedere da oggi e in futuro. Insomma Sgarbi è come un jolly, una “matta”. Ma guarda un po’ come siamo fortunati!

Ma Gambini si dimentica di avere poco prima dichiarato che “l'istituzione di un prosindaco che svolge l'attività di supporto al Sindaco su alcune tematiche che possono essere le più svariate, che chiaramente è una figura non che non può fare nessun atto e nessuna azione esterna o interna ma bensì solo coadiuvare l' Amministrazione, quindi il Sindaco nelle proprie attività”. Insomma una serie di non meglio definite “attività di supporto” in contrasto con il carattere “onorifico” della carica e in contraddizione rispetto a quanto il sindaco più sopra aveva dichiarato, che quella del pro-sindaco è “una figura che non può fare nessun atto e nessuna azione esterna o interna ma bensì solo coadiuvare l' Amministrazione”. Come potrà Sgarbi coadiuvare l’Amministrazione senza compiere “atti e nessuna azione esterna o interna” rimane un mistero, ma certo si appalesa la scarsa cultura istituzionale di un sindaco che ha portato dentro il Comune una vera e propria visione aziendalistica della cosa pubblica. Infine c’è un paradosso: Sgarbi da assessore in realtà faceva il consulente ed ora da consulente si ritrova a svolgere,sebbene informalmente, la funzione di assessore e quindi parteciperà anche alle riunioni di Giunta?

Non si è dato corso, invece, alla nomina di Sgarbi a cittadino onorario di Urbino come minacciato dal Gambini nel corso dell’ormai famosa seduta consiliare del 29 maggio 2017. Meglio così perché Sgarbi di cittadinanze onorarie ne ha già ricevute abbastanza (Campli, Perdifumo, Osimo, Calascibetta, Sant’Antioco, San Severino, Castel Sant’Elia, Pergola …) e ultimamente si è proposto per quella di Biella, medaglia d’ora della Resistenza, dopo che il Consiglio comunale di quella città, a maggioranza leghista, l’aveva rifiutata a Liliana Segre per concederla al comico Ezio Greggio che ha avuto la dignità di non accettarla. Una provocazione inutile e indecorosa.

Adesso che Aufreiter è ritornato a Vienna chi sarà il punching-ball di Sgarbi? Chiunque sia ci auguriamo che gli siano risparmiati gli epiteti volgari rivolti all’ex direttore di Palazzo ducale: “barbaro d’Oltralpe”, “depensante”, “rapa”, “incapace”, “cretino”, “culone” ecc. E comunque, visto che secondo Sgarbi “ci sarà da ridere”, che l’avanspettacolo comici!






Questo è un articolo pubblicato il 10-12-2019 alle 19:11 sul giornale del 11 dicembre 2019 - 26 letture

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