Spaccio di droga a Fossombrone, Lega: "Bene la videosorveglianza, ma non basta, serve più prevenzione"

spaccio 2' di lettura 11/01/2020 - In questi giorni le Forze dell’ordine, che accoratamente ringraziamo per il lavoro che costantemente svolgono nel territorio, hanno eseguito l’ennesima operazione atta ad arginare e debellare la piaga dello spaccio e del consumo di droga.

Si è evidenziato, da parte dei Carabinieri, che ormai Fossombrone è una tra le più ambite piazze di spaccio, non solo della nostra provincia ma addirittura delle Marche.

Per l’Amministrazione però non sembra un problema, tant’è che negli ultimi Consigli Comunali non se ne fa neanche menzione. Il Sindaco assieme alla maggioranza, ha puntato tutto su un sistema di videosorveglianza posto nelle vie principali della città, sia chiaro è un primo passo che anche noi approviamo ma studi condotti a livello internazionale, mostrano che non basta e che l’effetto deterrente è, in generale, del tutto residuale e statisticamente poco significativo.

L’utilità di questi sistemi va ricercata piuttosto nella dimensione repressiva, in funzione di acquisizione di materiale probatorio per le indagini di polizia giudiziaria, più che come strumento di prevenzione. Sono naturalmente due aspetti profondamente diversi e sui quali bisognerebbe soffermarsi.

La sicurezza urbana non è più solo prevenzione e repressione dei reati, ma deve essere soprattutto promozione e garanzia di migliori condizioni di vivibilità.

Si tratta quindi di raccogliere le informazioni necessarie a governare il fenomeno dell’insicurezza e del rischio in ambito urbano. In questo senso la conoscenza dei fenomeni criminali e di inciviltà a livello locale diventa funzionale alle necessità operative dell’amministrazione e alle esigenze decisionali per lo sviluppo di mirate politiche di sicurezza.

A nostro avviso, non dobbiamo più ragionare sulle soluzioni, siano esse le telecamere, le ronde e via dicendo. Servono dei percorsi ragionati e integrati, con interventi combinati di prevenzione sociale, situazionale e comunitaria, uniti alla riqualificazione e rigenerazione ambientale, insomma: tutti quegli aspetti che fanno parte del disegno urbano e della complessità sociale di una città e che concorrono a determinarne la sicurezza.

Parliamo di un obiettivo che si cerca di raggiungere attraverso l’integrazione delle politiche per la sicurezza con altre politiche pubbliche: la pianificazione urbanistica, la salvaguardia del territorio, l’integrazione sociale e culturale, la risoluzione dei conflitti, l’educazione alla legalità.

Altrimenti non riusciremo mai a rispondere compiutamente alle richieste dei cittadini ed alla crescente domanda di sicurezza urbana.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2020 alle 16:16 sul giornale del 12 gennaio 2020 - 1356 letture

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