Fermo: Provincia di Fermo: nel mirino della criminalità la ricostruzione post sisma e lo spaccio di droga

3' di lettura 20/01/2020 - Continua il lavoro delle Forze dell’Ordine. Dall’ultimo rapporto Dia si evidenziano affiliati alla ‘ndrangheta nel fermano e gli stupefacenti sotto il controllo di clan marocchini.

E’ di qualche giorno fa il Rapporto semestrale stilato dal Dia, che è parte integrante della Relazione presentata periodicamente in parlamento dal Ministero dell’interno. La Direzione investigativa antimafia (Dia) nel suo report ha elencato e riassunto le varie operazioni e controlli compiuti dalle forze dell’ordine contro le organizzazioni mafiose e la criminalità durante i mesi che vanno da gennaio a giugno 2019.

Numerosi sono stati gli interventi operati dai Carabinieri e Polizia nella Regione Marche, soprattutto nella parte sud. Sono state prese in considerazione, su tutte, le Provincie di Ascoli Piceno, Macerata e Fermo. Il radicamento mafioso, nella nostra Regione, non è così marcato come in altre territori, tuttavia, la significativa capacità produttiva in vari settori, fa sì che si registrino presenze occasionali di affiliati, come quelli vicini ai clan della ‘ndrangheta.

Dal rapporto emerge come nell’area di Fermo e nella Provincia di Macerata ci siano presenze criminali riconducibili a cosche del crotonese. Inoltre, dal Dia, evidenziano come un settore di interesse per le mafie sia quello relativo alla gestione del ciclo di rifiuti, anche a livello locale.

Allo stesso modo, un altro settore esposto all’influenza criminale è quello degli appalti pubblici, in particolare quelli connessi all’esecuzione delle attività di ricostruzione dei centri abitati colpiti dal sisma del 2016 ed è qui che le attenzioni delle forze dell’ordine si concentrano.

È stata conclusa infatti, lo scorso Giugno un’indagine della Guardia di Finanza in relazione alla ricostruzione post terremoto relativa alle province di Ascoli Piceno e Fermo, che ha portato all’arresto di un amministratore di una società e di un funzionario pubblico per corruzione. “Sono emersi pagamenti illeciti di somme di denaro e lo strutturato asservimento del pubblico funzionario agli interessi della società e ad un corrispondente sviamento/condizionamento delle procedure riguardanti la gestione delle macerie post-sisma” questo quanto si legge dall’indagine.

Lo spaccio di stupefacenti sembra essere sotto il controllo delle mafie straniere e la gestione delle piazze è in mano a gruppi di origine africana. Nella zona di Fermo operano maggiormente soggetti criminali di nazionalità marocchina, nella Provincia di Macerata invece sono attivi gruppi di tunisini, nigeriani, pakistani e albanesi.

Sempre nel territorio fermano – maceratese suscitano particolare interesse il commercio degli stupefacenti e non sono poche le operazioni compiute dalle forze dell’ordine, come quella dello scorso Gennaio, portata a termine dai Carabinieri con l’arresto di 8 soggetti attivi nel commercio di cocaina e marijuana nella cittadina di Fermo.

Non passano in secondo piano i casi di sfruttamento della prostituzione, con il coinvolgimento anche di minorenni di origine africana, come l’operazione del mese di Gennaio che ha evidenziato contatti diretti con la Nigeria.








Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2020 alle 17:06 sul giornale del 21 gennaio 2020 - 340 letture

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