Cagli, incontro pubblico per contrastare l'abbandono dell'entroterra: "Aree interne possibile salvezza"

Cagli, incontro pubblico per contrastare l'abbandono dell'entroterra: "Aree interne possibile salvezza" 3' di lettura 11/02/2020 - Un incontro pubblico importante e partecipato quello che si è tenuto sabato mattina presso i locali dell’Unione Montana Catria e Nerone di Cagli.

Organizzato dall’UDC provinciale e coordinato da Marcello Mei, riguardava le strategie da intraprendere per contrastare l’abbandono dell’entroterra. Presenti molte autorità politiche ed istituzionali, fra cui il presidente dell’Unione Montana Catria e Nerone, nonché sindaco di Cagli, Alberto Alessandri, i due consiglieri regionali Gino Traversini (Pd) e Piergiorgio Fabbri (M5S), i sindaci di Cantiano e Frontone Alessandro Piccini e Daniele Tagnani, il segretario provinciale della Lega Lodovico Doglioni, l’ex sindaco di Piobbico Giorgio Mochi e l’ex sindaco di Fermignano, attuale presidente di Urbino servizi, Giorgio Cancellieri.

Dopo l’introduzione di Mei, che ha ricordato come anche la politica fatta di piccoli gesti concreti può incentivare le persone a non lasciare l’entroterra, hanno preso la parola gli invitati al dibattito. Egidio Cecchini (segretario confcommercio Urbino e Montefeltro) ha voluto ricordare come oggi fare impresa sia uguale in tutto il mondo e bisogna lottare contro globalizzazione ed innovazione tecnologica. Proprio la tecnologia, che sta sostituendo sempre più il personale umano. “Com’è possibile per un piccolo imprenditore dell’entroterra competere e sopravvivere? - si chiede Cecchini - Cambiando le regole del gioco! Bisogna costruire un’entità e promuoverla. Solo così è possibile fare impresa nelle aree interne”.

Negli interventi successivi a tenere banco è stata proprio la questione delle aree interne e i fondi che sono stati recentemente stanziati (circa 10 milioni) alla nostra area interna dell’appennino basso pesarese anconetano. “Non siamo più soli, il dibattito delle ‘aree interne’ è entrato all’interno della camera dei deputati - afferma Alessandri -. Ma questo non basta, bisogna essere bravi anche ad intercettare i fondi ordinari. Abbiamo chiesto anche un piano di investimenti da dedicare alle infrastrutture del nostro entroterra. Per la nostra area interna servono deroghe in settori come la sanità e l’istruzione, cosa che non possiamo fare noi amministratori locali. Con gli ‘Asili d’Appennino’ (aree interne) sono arrivati fondi importanti.”

Il consigliere regionale Piergiorgio Fabbri ha annunciato ai presenti che non si ricandiderà alle prossime elezioni in primavera. “Il nostro entroterra è in estinzione. Perché dalla costa dovrebbero trasferirsi qua? I 3 milioni investiti nella sciovia del Catria a cosa servono? - si chiede Fabbri - L’acqua va pagata dalla costa. E poi basta campanilismi e obbedienza al partito.” Poi Traversini ha ripercorso brevemente la storia delle aree interne e la loro importanza che vengano riconosciute a livello nazionale.

Successivamente la parola è passata al segretario provinciale della Lega Lodovico Doglioni che ha voluto ricordare come “la nostra, che è la provincia più bella d’Italia, sta perdendo persone. Sempre più gente chiede il passaggio in Umbria. Ma soprattutto bisogna istituire un assessorato regionale alle aree interne. Per quanto riguarda la sanità, la Lega preferisce le vecchie USL al posto delle attuali aree vaste ASUR.”

Poi è stata la volta del sindaco di Cantiano Alessandro Piccini che con un intervento molto saggio ha voluto ricordare “che cosa fa la repubblica e le istituzioni per rimuovere quegli ostacoli di ordine sociale ed economico? Un ragazzo di Cagli e di Cantiano non ha le stesse possibilità di uno di Pesaro e Ancona. Siamo la prima area interna nazionale. Stiamo attenti ai movimenti di pancia quando riguardano le istituzioni. La sfida dei cambiamenti climatici passa per forza per le aree interne”.

L’ultimo a prender la parola è stato il sindaco di Frontone Tagnani che ha voluto ricordare ai presenti come “tutti parlano della Fano-Grosseto (la galleria della Guinza), ma nessuno della pedemontana Cagli-Fabriano, che è morta. Ci dobbiamo mettere in testa che il vero problema per l’entroterra è il lavoro. Purtroppo non si pianifica più niente.” Successivamente si è aperto un dibattito con il numeroso pubblico presente.








Questo è un articolo pubblicato il 11-02-2020 alle 14:20 sul giornale del 11 febbraio 2020 - 186 letture

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