Cagli, la Lega chiede le dimissioni del sindaco Alessandri

alberto alessandri 2' di lettura 17/02/2020 - La Lega Cagli, pur rilevando da mesi una catalessia amministrativa imbarazzante, legge con estremo interesse alcune novità politiche apparse in questi giorni sulla stampa locale.

Il primo cittadino di Cagli, dal quale nonostante i proclami, si aspetti di sapere dove siano finiti i progetti del nuovo plesso scolastico e del nuovo palazzetto dello sport, un vero colpo di teatro in effetti lo ha servito: è entrato in Italia Viva, l’ultimo giocattolo politico di Matteo Renzi. Sembrerebbe uno scherzo di carnevale, ma purtroppo è tutto vero. Alberto Alessandri, dopo aver caldeggiato l’idea di un movimento apartitico di sindaci del territorio, unito da temi e istanze comuni senza divisioni ideologiche, folgorato sulla via di Damasco, ha cambiato idea o forse semplicemente ha gettato la maschera.

Lo fa correndo ad abbracciare quel Federico Talè, eletto tra le file del PD, poi approdato a Italia Viva, già consigliere regionale delegato alla Sanità, al quale presentò un documento che di fatto rappresentava una sonora bocciatura della fallimentare gestione di Ceriscioli in ambito sanitario. Che fine farà quanto sottoscritto dal sindaco per difendere l’ospedale cittadino? Come coniugherà le posizioni precedenti, accolte anche dalla Lega Cagli (a tal punto da spingerci a ritirare una mozione per il bene dei cagliesi), con quelle dei nuovi compagni di viaggio? Con quelle dei responsabili dello smantellamento sistematico degli ospedali di tutta la provincia?

Ci piacerebbe apprendere dal Signor Sindaco, se quando attaccava il PD, accusandolo di voler privatizzare l’Angelo Celli, lo faceva per difenderlo davvero, come si aspettavano i suoi elettori, o stava già portando l’acqua al mulino di Renzi per accreditarsi tra i furbetti del partitino.

La Lega Cagli su temi cruciali per il territorio non fa sconti, con trasparenza e coraggio, esattamente tutto ciò che è mancato a Alberto Alessandri. A fronte di questa camaleontica scelta opportunistica, apparsa come un vero e proprio tradimento rispetto alla battaglia per la difesa dell’Ospedale di Cagli, noi riteniamo che Alberto Alessandri si debba dimettere dalla carica di sindaco e non mancheremo di farlo presente con forza alla prossima seduta di Consiglio comunale. L’Ospedale di Cagli non deve essere chiuso e può essere svenduto ai privati, anche per questo la Lega, subito dopo le elezioni regionali, cestinerà questo scellerato piano sanitario di Ceriscioli e di Talè, targato PD e Italia Viva.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2020 alle 08:22 sul giornale del 17 febbraio 2020 - 514 letture

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