Sinistra per Urbino: "Non polemiche ma impegni concreti per far fronte all'emergenza"

consiglio comunale urbino 3' di lettura 20/03/2020 - Domenica sulla stampa locale Gambini ha attaccato tutti sulla gestione coronavirus, dal governo Conte al governo regionale di Ceriscioli al sindaco di Pesaro. Ovviamente attacca tutti per salvare solo se stesso e apparire il migliore.

A parte la dote della modestia che sembra non albergare nel nostro Sindaco - ma questo ahimè l’abbiamo imparato da un pezzo - in una fase di tragedia nazionale, da molte figure istituzionali e commentatori politici paragonata ad una guerra, le varie istituzioni dovrebbero astenersi dal polemizzare tra loro per fini elettoralistici e concentrarsi, invece, sulle indicazioni univoche da dare ai cittadini, spaventati e disorientati.

Le accuse di aver creato confusione sono pesanti. Ma dalla confusione non è alieno lo stesso Sindaco, che due mesi fa interveniva a difesa del governatore Ceriscioli di cui il Pd metteva in discussione la ricandidatura per una gestione catastrofica della politica sanitaria e per i ritardi nella soluzione dei problemi del post terremoto. Trascorse alcune settimane, mentre la sua assessora Foschi attaccava la politica sanitaria di Ceriscioli accusandolo di congestionare l’ospedale di Urbino, dall’altro Mechelli, esponente di “Urbino Città Ideale”, componente della maggioranza e della Giunta, annunciava l’uscita da Italia Viva, perché aveva preso posizione contro la ricandidatura di Ceriscioli.

La confusione nei confronti del principale responsabile della politica sanitaria regionale, come si vede, regna sovrana non solo nella maggioranza, ma nella stessa Giunta e nella testa del Sindaco. L’atteggiamento della Giunta del resto è stato quello di non opporsi alla gestione Ceriscioli della sanità, incurante delle carenze strutturali e di personale che questa ha evidenziato, e del processo di privatizzazione diffuso in tutta la provincia.

La verità è che quando c’era da tagliare la Sanità per trasferire ricchezza ai privati, tutti - dal PD alla Lega, da Forza Italia alle destre - erano d’accordo; adesso che ci accorgiamo del danno che è stato fatto, tutti - da Roma fino a Urbino - danno la colpa agli altri e fanno la voce grossa per lucrare da questo momento di crisi una visibilità e un consenso a buon mercato sulla pelle dei cittadini.

Ma non è finita qui. Gambini critica le istituzioni di aver preso coscienza in ritardo e in maniera contraddittoria della pandemia, ma prende le difese del pro sindaco Sgarbi che in un video minimizzava la pandemia e addirittura invitava in piena fase del picco epidemiologico ad organizzare una visita a Codogno.

Da qualche tempo, con l’esplosione del caso Sgarbi, la sensazione è che Gambini non perda occasione per provocare le opposizioni, ma soprattutto il buonsenso. Stamane è arrivato a dichiarare che la cosa giusta era non parlare di Sgarbi. Insomma adesso pretende di dettare all’opposizione l’agenda di cosa può parlare o no

Un atteggiamento confusionario, poco istituzionale e politicamente devastante in un momento di così grave emergenza, ma anche un arroccamento che lo porta ad incartarsi e ad agitarsi come un pesce tirato fuori dall’acqua.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2020 alle 08:33 sul giornale del 20 marzo 2020 - 325 letture

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