Coronavirus, Acqualagna per il Cambiamento: "Riaprire gli ospedali pubblici"

zanchetti acqualagna 3' di lettura 31/03/2020 - Pubblichiamo una nota del capogruppo di 'Acqualagna per il Cambiamento' (gruppo consiliare comunale di minoranza) Diego Zanchetti, del consigliere Mattia Cipicchia (entrambi esponenti della Lega) e dell'avv. Pietro Barzotti (anch'egli appartenente al carroccio), che si uniscono alla richiesta da parte dei sindaci dell'Unione Montana del Catria e Nerone a sostegno della riapertura degli ospedali declassati di Cagli e Sassocorvaro, per l'emergenza sanitaria in corso.

"L'allarme del sistema sanitario marchigiano è già noto da anni, se si considera che già nel 2013 partecipavamo (Zanchetti e Barzotti) ad una prima manifestazione di protesta in regione, organizzata da comitati cittadini spontanei. Anche in occasione delle elezioni amministrative del 2019, la lista 'Acqualagna per il Cambiamento' si pronunciò a difesa degli ospedali del nostro entroterra, in particolare di quello, di Cagli da sempre presidio di riferimento per la nostra comunità cittadina.

Mai però si ottenne un seppur minimo ascolto da parte delle istituzioni. Ora invece il continuo grido di aiuto non deve cadere nel vuoto se si vuol superare questo terribile momento. Occorrono immediatamente tutte le misure necessarie a salvaguardare nel miglior modo possibile medici, infermieri e qualsiasi operatore sanitario che lavora nei nostri ospedali o, per essere più precisi, di quello che attualmente ne rimane. È necessaria, altresì, la tutela dei pazienti già ricoverati che sono stati in contatto o che potrebbero entrare in contatto con soggetti affetti da covid-19.

A prescindere da ogni considerazione che si possa fare su questa vicenda - continua la nota -, il problema oltre ad essere evidentemente sanitario risulta essere anche necessariamente politico. Si rende opportuna dunque una completa riorganizzazione della struttura ospedaliera in base a due percorsi distinti: il primo per il trattamento dei pazienti covid ed il secondo per quelli no covid che trovano sempre meno spazio per i ricoveri e la dovuta assistenza.

Questo dovrà assolutamente avvenire nella Provincia di Pesaro e Urbino particolarmente colpita dal coronavirus, così come in tutto il resto della Regione Marche. Per realizzare tutto ciò, andrebbero individuate strutture idonee da adeguare e riattivare in base alle singole esigenze territoriali (cosa già avvenuta in Lombardia). Oltretutto abbiamo già a disposizione blocchi operatori, laboratori analisi, punti di primo intervento e radiologia. Occorrerà, altresì, sanificare gran parte degli ambienti per far in modo che si possa lavorare in condizioni di sicurezza ed efficacia, sia per il personale ospedaliero che per i malati.

L'obiettivo è esclusivamente uno: riaprire gli ospedali pubblici rafforzando le strutture declassate esistenti. È giusto avere delle eccellenze, sia chiaro, ma crediamo innanzitutto che gli ospedali cosiddetti 'di polo' debbano fornire una risposta immediata al tema dell'emergenza - urgenza attraverso il ripristino del pronto soccorso o dei punti di primo intervento, soprattutto per quanto riguarda il territorio dell'entroterra pesarese".






Questo è un articolo pubblicato il 31-03-2020 alle 21:01 sul giornale del 31 marzo 2020 - 628 letture

In questo articolo si parla di attualità, politica, cagli, sassocorvaro, acqualagna, ospedale di cagli, articolo, Simone Giacomucci, diego zanchetti, ospedale di sassocorvaro

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/biNq





logoEV