25 aprile, onorare chi, ora come allora, ha immolato la propria vita per assicurare alle generazioni future di vivere nella libertà

3' di lettura 24/04/2020 - La ricorrenza del 25 aprile assume quest’anno, più che in altri, un significato di attualità delle motivazioni che portarono il nostro Paese, ed i lavoratori a vivere quella giornata di liberazione, di democrazia, di ritorno alla vita ed alla dignità di viverla come una giornata di orgoglio per tutto il Popolo italiano.

In molti hanno parlato della lotta alla diffusione dell’epidemia da COVID 19, come di una guerra combattuta, non con le armi di distruzione e contro un nemico visibile e fisico, ma contro uno invisibile, con le sole armi della medicina e del sacrificio anche personale di tanti volenterosi impegnati a contrastare il diffondere della malattia.

La verità, è che L’italia ed il mondo intero non stanno combattendo una guerra ma sono in cura da un male generato non solo da un virus sconosciuto e resistente alle armi della medicina, ma da un modello sociale irresponsabile che ha pesantemente minato la natura e la terra in cui viviamo mettendo a rischio l’esistenza stessa dell’essere umano.

Oggi, come allora, il Popolo Italiano ed i lavoratori, hanno saputo dimostrare la grande capacità di ritrovarsi nei momenti difficili intorno ai valori unificanti dell’unità, della solidarietà, dell’impegno in prima persona a difesa dei più deboli.

Come i tanti giovani, operai, professionisti, uomini e donne di allora, si sacrificarono e scelsero la lotta partigiana per riconquistare il diritto alla libertà, così medici, infermieri, operatori sanitari, tecnici, lavoratori degli appalti di servizi negli ospedali, lavoratori del commercio alimentare, volontari e della Protezione Civile, delle Forze dell’Ordine, uomini e donne, sconosciuti ai più, animati dallo spirito della solidarietà e dell’impegno in prima persona, ogni giorno hanno lottato per salvare vite umane, quasi sempre quelle più deboli ed anziani.

Sono questi i gesti ed i sentimenti che fanno grande questo Paese grazie a persone, come i giovani spesse volte criticati ingiustamente, che hanno fatto della solidarietà verso gli anziani la loro bandiera per spiegare al mondo come nelle difficoltà, nel dolore, si ritrovano la voglia di impegno e significato per la propria vita.

È con questi riferimenti di idealità che CGIL e CISL Urbino, vogliono rinverdire i valori di unità e di democrazia che hanno consentito per 70 anni al Popolo Italiano di vivere nella libertà riconquistata con i sacrifici di tanti che diedero la vita per consentire alle future generazioni di non rivivere mai più gli orrori della guerra perché i conflitti armati non sono mai giusti ma solo drammatici e distruttivi.

Ricordare il 25 Aprile, come giorno di Festa per la libertà riconquistata, significa onorare e ringraziare i morti di allora, come i tanti di oggi, che anche in questa lotta di contrasto alla diffusione del virus hanno immolato la propria vita, il più delle volte a mani nude, per assicurare alle generazioni future di continuare a vivere nella libertà e nel rispetto del prossimo.

Per queste ragioni, per onorare questi sacrifici, l’esigenza di avvio di una nuova fase di ripresa della vita sociale, economica e produttiva del Paese, non può prescindere dall’obbligo di tutti di assicurare, a partire dai luoghi di lavoro, dai centri di aggregazione sociale, le regole di distanziamento sociale, l’adozione dei dispositivi di protezione sociale e il rispetto per la salute di tutti i cittadini e dei più deboli in particolare.

Viva il 25 Aprile, viva i lavoratori ed il Popolo Italiano.

CGIL ZONALE URBINO
AST CISL URBINO






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-04-2020 alle 17:48 sul giornale del 24 aprile 2020 - 168 letture

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