Fase 2, CGIL e CISL Urbino: "Necessario riadeguare le condizioni di sicurezza della città ai nuovi parametri"

2' di lettura 23/05/2020 - Sin da quando si è iniziato a parlare della cosiddetta “Fase 2”, ovvero la ripartenza dopo il blocco totale di ogni attività sociale ed economica per contrastare la diffusione del virus che nella provincia di Pesaro Urbino ha inciso duramente, CGIL e CISL Urbino, hanno sempre sostenuto che prima di parlare di riaperture, occorreva ragionare su come predisporre e riadeguare le condizioni di sicurezza della città ai nuovi parametri, se si voleva consentire il ritorno degli studenti e dei turisti, veri motori della economia cittadina.

Si è preferito, invece, inseguire la pur legittima necessità manifestata dagli operatori commerciali, dei pubblici esercizi e della ricettività turistico alberghiera, ansiosi di riavviare le loro attività per ricostruire bilanci e fatturati fortemente penalizzati da circa 80 gg. di chiusura totale.

Le lamentele e il grido di dolore lanciati da quasi tutti gli operatori in questi giorni di riavvio, costretti a misurarsi con scarsi incassi e costi insostenibili, evidenzia come la decisione degli Enti locali di inseguire i bisogni e non misurarsi su una riflessione di più ampio respiro mirata a riprogrammare gli spazi, le strutture e le infrastrutture del territorio alle nuove necessità di sicurezza, è un grande errore politico che rischia di consegnare l’economia della città e dell’intero territorio del Montefeltro ad un probabile oblio economico mai vissuto in queste realtà.

CISL e CGIL URBINO, non vivono di catastrofismi e non amano previsioni fosche, ma la natura della città, patrimonio UNESCO, la già storica fragilità delle strutture ricettivo-alberghiere, unite alle esperienze suppletive dell’Università (lezioni e lauree a distanza, i timori innescati dai contagi), tutto fa pensare che al rischio di interrompere lo storico richiamo che le tradizioni: storia, arte e cultura eno-gastronomica, hanno sempre rappresentato per questo territorio.

Eppure altre voci, oltre alle OO.SS., come alcune rappresentanze del sistema delle imprese, suggerivano, anch’esse, l’opportunità di rinviare a tempi migliori le programmazioni Raffaellesche già impostate per il corrente anno e far partire una fase di riprogettazione con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, a partire in primis, dall’UNVERSITA’, L’ERDIS, IL PALAZZO DUCALE, LA SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE e l’intero mondo della scuola, per rilanciare adeguatamente l’offerta economica e nel contempo accompagnare, con la riduzione del peso dei tributi, le imprese e cittadini a fronteggiare la difficile fase transitoria.

Come CGIL e CISL URBINO, vogliamo augurarci che finalmente si avvii questa fase programmatoria, a partire dal Tavolo di Confronto che il Sindaco Gambini, opportunamente ha voluto convocare per la prossima settimana.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2020 alle 08:56 sul giornale del 23 maggio 2020 - 204 letture

In questo articolo si parla di cgil, urbino, cisl, sindacato, ast cisl urbino, cgil urbino, comunicato stampa, coronavirus, fase 2

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/bmhf





logoEV