Biodigestore, Articolo Uno: "Perché costruire un tale mostro nel nostro territorio?"

canavaccio 5' di lettura 07/06/2020 - In un paesaggio sicuramente ammirato per assenza di inquinamento e soprattutto per essere inserito in un vasto territorio ricco di bellezze naturali incomparabili, caratterizzato nel passato da interventi dell’uomo che ne hanno rispettato tradizioni e cultura, quando addirittura non lo hanno arricchito con equilibrio e sapienza, recenti iniziative e proposte, purtroppo pubbliche, sembra che abbiano come obiettivo lo sconvolgimento del processo naturale di crescita e sviluppo, celandosi dietro false e devianti idee di progresso.

Articolo Uno - Urbino e aree interne, che si va rafforzando anche nella nostra Città, ritiene di avere le capacità, le conoscenze ed il dovere di rappresentare e manifestare le proprie idee sui criteri di gestione del Territorio. Interviene, pertanto, nel dibattito cittadino sulla bizzarra ipotesi di costruire a Canavaccio un impianto biodigestore che andrebbe a tenere compagnìa alla discarica di Ca’ Lucio.

La nostra non vuol essere una valutazione tecnica: non siamo esperti di trattamento dei rifiuti e di tecnologie per lo smaltimento di quello che si produrrà e che, nel modo meno gravoso per l’ambiente e, inevitabilmente, dovrà essere trasformato in qualche cosa di utile. Noi sollecitiamo un dibattito sulla opportunità di scelte che caratterizzeranno la vita di chi verrà dopo di noi.

Allora, qualche riferimento ad un passato - non solo lontano - che ci fa onore, aiuterà a capire meglio perché non possiamo accettare di trasformarci in un territorio dedicato allo smaltimento di rifiuti che, come avvenuto per Cà Lucio, per potere rendere economicamente gestibili gli impianti, obbliga ad “importare” immondizie da altre Città, Province ed addirittura altre Regioni e ad “esportare” discutibili concimi e liquami, riempiendo le strade di accesso rendendole sempre più pericolose per il continuo transito di mezzi pesanti ed inquinate di polveri sottili.

La ragione per la quale la bellissima facciata del Palazzo Ducale - i Torricini, per intenderci - è orientata verso l’Umbria è perché, arrivando nei pressi della Città, se ne cogliesse lo splendore. Fino a qualche anno fa, ripercorrendola, si godeva il piacere di una passeggiata a piedi o in bicicletta di fronte ad un panorama eccezionalmente suggestivo. Ebbene quella splendida facciata oggi si ritrova orientata verso la discarica di Ca’ Lucio di cui, arrivando, se ne coglie il “profumo” prodotto dall’imponente opera di smaltimento rifiuti e dai rigogliosi tubi di scarico dei mezzi per il trasporto di immondizie e di liquami; il traffico, a sua volta, è talmente pericoloso che priva totalmente del piacere della camminata o della pedalata. Per non parlare dell’annoso problema dell’inquinamento delle falde acquifere.

Canavaccio di Urbino è località proposta per costruirci un biodigestore: Canavaccio di Urbino, appunto, per la dolcezza di un territorio lievemente collinare, con un fiume che, dopo un triste periodo causato da un inquinamento industriale a monte, oggi è tornato a scorrere limpido e grazie al suo microclima pulito e mite ha dato vita, nel secolo scorso, ad un prezioso vino bianco, il Bianchello. Mentre una sapiente e lungimirante visione politica avrebbe potuto e dovuto sostenerrne la coltivazione ed incentivarne una qualificata produzione enologica, i nostri amministrazioni hanno distrattamente ceduto il passo ad altre località del Basso Metauro (e non solo!) che hanno saputo trasformare una eccellenza enologica in una fiorente ed apprezzata costellazione di piccole ma efficienti e ricche industrie vitivinicole.

Canavaccio di Urbino, invece, con il biodigestore diventerebbe un centro di smistamento rifiuti che, per la sempre più scarsa densità abitativa del nostro Comune, per sopravvivere economicamente dovrebbe necessariamente rifornirsi di rifiuti provenienti da altre località ad alta densità abitativa e rifornire l’industria nazionale dei prodotti derivati.

Quindi:

1. valore aggiunto per la popolazione pari a zero
2. a meno che non sia un progetto totalmente strampalato, porterebbe ad una occupazione minima di addetti;
3. per il territorio ne deriverebbero, disagi ed inquinamento atmosferico dovuto all’aumento di traffico di mezzi pesanti e alle esalazioni dell’impianto nell’atmosfera.


Questi saranno i risultati reali, come pensiamo, al di là di qualche euro in più nel bilancio del Comune - ammesso che ciò avvenga -. Sarà bene pensarci, con trasparenza ed onestà intellettuale, prima di indebitare quelli che arriveranno dopo di noi con operazioni finanziarie milionarie.

Articolo Uno di Urbino e delle aree interne, chiede agli Amministratori della Città un dibattito serio ed approfondito sulla opportunità di costruire un tale “mostro” nel nostro Territorio, soprattutto un dibattito serio ed approfondito che tenga conto delle reali necessità della Città e del suo Territorio, che apra a proposte ed iniziative rivolte ad arginare, se non proprio a fermare, la fuga di giovani, che valorizzi conoscenze e preparazione offerte dal sistema scolastico ed educativo presente nella Città perché nascano e si valorizzino idee e progetti innovativi di iniziative, che permetta di trovare condizioni economicamente sostenibili e supporti operativi di lancio dell’iniziativa e della gestione iniziale.

Articolo Uno di Urbino e delle aree interne ritiene necessario che si apra anche un confronto aperto e concreto con il Sistema Scolastico nella sua totalità e con le Associazioni di Categoria per cominciare a dare vita ad un progetto sistemico alternativo o complementare all’attuale modello economico cittadino e territoriale, basato sulla presenza di una popolazione studentesca che, come si è visto in questi ultimi quattro mesi di lock-down, sia pure lentamente, ma progressivamente, si svilupperà con forme più o meno perfezionate di teledidattica, creando una perdita di PIL territoriale difficile oggi da valutare, ma facile da immaginare.

Articolo Uno di Urbino e delle aree interne, infine chiede agli Amministratori della Città di presentarsi ai Concittadini con un piano integrato di recupero di una economia a rischio disastro e la smetta di lanciare operazioni spot che hanno solo lo scopo di sviare l’attenzione e costruirsi alibi facendosi scudo su presunti finanziamenti per mascherare una completa incapacità progettuale.


da Articolo Uno
Urbino e Aree Interne





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-06-2020 alle 19:19 sul giornale del 07 giugno 2020 - 431 letture

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