Biodigestore, Legambiente: "La collocazione ideale è sulla costa, farlo a Canavaccio sarebbe un errore"

2' di lettura 18/06/2020 - Il presidente della provincia, Giuseppe Paolini, in accordo con i sindaci del territorio e i gestori (incontro in straming avuto il 12 giugno) ha indicato Canavaccio come luogo per la costruzione di un megaimpianto di Biodigestore anaerobico.

Il circolo Legambiente di Urbino esprime le sue perplessità su queste decisioni ed è solidale con la protesta dei cittadini di Canavaccio.

I mezzi di comunicazione di massa tra cui la Televisone, uno dei più potenti, ci propinano continuamente informazioni sulla bellezza delle Marche e del suo entroterra e invitano le popolazioni a vistare questa splendida regione.

Una delle più belle città elogiate è proprio Urbino, patrimonio dell’Unesco, inoltre, l’entroterra marchigiano, tra cui quello della provincia di Pesaro-Urbino vengono anche decantate per la qualità dei loro prodotti alimentari. Fatte queste premesse legambiente ritiene un errore costruire un Biodigestore anaerobico alle porte della città feltresca, in una delle frazioni più popolose, circondata da zone agricole o verdi.

Questo tipo di impianto per essere economico deve smaltire almeno 60.000-80.000 tonnellate di rifiuti umidi urbani, rifiuti dalla zootecnia e prodotti di scarto dell’agricoltura, per avere questa quantità si dovrà ricorre ai rifiuti di tutta la provincia e probabilmente anche di altre, comportando una serie di problemi come notevole aumento del traffico cosiddetto pesante con camion che trasporteranno i rifiuti provenienti appunto dalle varie zone, conseguenza di tale incremento sarà l’aumento dell’inquinamento atmosferico e intasamento della viabilità data l’inadeguatezza della rete stradale, in più possiamo aggiungere che la fuoriuscita di metano, anche se minima, è possibile causa di effetti negativi.

I cittadini di Canavaccio, Urbino e l’entroterra circostante saranno penalizzati dalla presenza del biodigestore, con immobili svalorizzati, problemi per le colture biologiche limitrofe nonché per il turismo.

Nelle Marche la normativa prevede che le attività insalubri, come questa, vadano posizionate a 500 metri dai nuclei abitati per cui la loro ubicazione deve essere ben ponderata e costruiti in aree industriali servite da una viabilità diretta e al di fuori di una area abitativa. Riteniamo pertanto che la collocazione deve essere nei pressi della costa dove la produzione e raccolta di rifiuti organici è maggiore e in quantità necessaria per il buon funzionamento dell’impianto e dove la viabilità e sicurezza stradale sono più idonee, infatti i digestori devono essere realizzati in zone facilmente accessibili e controllabili.

La gestione dei rifiuti è una materia molto importante, occorrono scelte non invasive, che comportino un loro riciclo favorendo ovunque possibile l’economia circolare. Il progetto di un megabiodigestore è un’iniziativa positiva che non deve essere trasformata in una negativa sbagliando collocazione.


da Legambiente
Circolo "Le Cesane" Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-06-2020 alle 08:09 sul giornale del 18 giugno 2020 - 397 letture

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