“La terra dei cachi”, la sanità nella Regione Marche quando il dubbio amletico è: ospedale covid o no covid?

ospedale di urbino 2' di lettura 28/06/2020 - “I Moderati per Urbino “ intervengono sulla controversa questione dell’Ospedale e dicono a tutta voce che :Le Marche ed in particolare il Montefeltro sono“ La terra dei cachi”.

Il covid-19 ha solo riconfermato l’essenza di un sistema sanitario nazional-regionale che tutela forse qualcuno ma non i cittadini.

Grandi ringraziamenti agli operatori sanitari: specie in epoca di coronavirus ci han messo l’anima, il corpo e anche la salute …. e ad alla band “Elio e le storie tese” perché: “Italia sì, Italia no … puoi dir di sì, puoi dir di no … Infetto sì, infetto no … Primario sì, primario dai …. “può piacere più o meno ma è sempre tristemente attuale.

I politici locali, non han capito nulla e continuano a non capire. “C’è chi dice - covid - no”, come il sindaco Gambini e l’Assessore Foschi, ma poi si pentono, perché, guarda caso, “Chissà perché” oppure “Chissà com’è”, le risorse arrivano solo agli ospedali covid. Gambini ne azzecca una ogni venti e la legge della probabilità lo aiuta: ha chiuso tutto prima del lockdown quando Ricci “spacciava” sui social le spillette “Niente panico” ma poi non ha capito più nulla. Ahilui, in emergenza covid, il record all’ospedale - no covid - di Urbino è stato di 302 pazienti covid positivi (più o meno di passaggio) quando in ospedale non c’erano nemmeno le mascherine e medici ed infermieri si ammalavano. Gli statisti urbinati e fanesi d’adozione che, “illo tempore”, han festeggiato il successo politico, adesso protestano.

“I Moderati per Urbino” avevano sommessamente suggerito di contenere soddisfazione e festeggiamenti perché la fregatura era alle porte: nel bel mezzo di una pandemia i malati arrivano in ospedale a prescindere da come esso sia stato classificato e se i posti non ci sono la struttura se li tiene perché, per fortuna, non si sa ancora per quanto tempo, funziona così.

Comunque l’abilità del politico è quella di capire che aria tira in tempi non sospetti e questa volta non ci voleva molto a capire che le risorse sarebbero arrivate a chi era stato classificato ospedale covid (guarda caso Pesaro). Impietosamente la delibera regionale 751 aumenta zero posti letto di terapia intensiva e sub intensiva ad Urbino. Come da copione. Tutto già scritto. A poco serve il piagnisteo della Foschi che giunge a ridosso delle elezioni Regionali!

Caro Gambini, questa è la naturale evoluzione della politica dell’ospedale unico a Muraglia voluta da Ceriscioli e da lei assecondata per una sorta di “memoria genetica” (il vecchio “comunista” mai sopito) il tutto in barba alle sue chiacchiere sulla tutela della salute della popolazione dell’entroterra.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2020 alle 14:57 sul giornale del 28 giugno 2020 - 246 letture

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