Nuovi diritti in dialogo sul ddl Zan-Scalfarotto, lo sport come terreno di lotta alle discriminazioni del mondo LGBTQI+

3' di lettura 29/06/2020 - Cinquant’anni fa il primo Pride della storia, per ricordare i moti di Stonewall e rivendicare diritti inalienabili. Una necessità a oggi quanto mai stringente, anche nello sport, contro ogni forma di discriminazione del mondo LGBTQI+.

Ieri pomeriggio UISP Pesaro Urbino ha fatto sentire la sua voce con un seguitissimo appuntamento in diretta sulla pagina Facebook del comitato. Al centro il ddl ZanScalfarotto, presentato nel luglio del 2018 dal deputato Alessandro Zan del Pd e approdato il 4 giugno scorso in commissione Giustizia, che estenderebbe i reati previsti dal codice penale alle manifestazioni di omotransfobia. Di tutto questo se ne è parlato con Manuela Claysset (Responsabile Nazionale Politiche di Genere e Diritti UISP), Elvio Ciccardini (Presidente Arcigay Agorà Pesaro Urbino), Marco Arlati (Presidente Arcigay Bergamo Cives e Membro di Segreteria Nazionale Arcigay con delega allo Sport) e Cinzia Massetti (Responsabile CGIL Nuovi Diritti Marche). A fare gli onori di casa il Presidente UISP Comitato Pesaro Urbino Simone Ricciatti.

Siamo nati nel 1948 parlando di diritti - ha sottolineato Emanuela Claysset, Responsabile Nazionale Politiche di Genere e Diritti UISP - Lo sport è un diritto per tutti e tutte. Le donne sono state per lungo tempo tenute ai margini del mondo sportivo e l’UISP ha sempre promosso lo sport al femminile anche quando non riconosciuto a livello federale, a partire dal ciclismo e dall’atletica. Ciò va avanti a partire dalla Carta dei diritti delle donne dello sport del 1985, poi aggiornata nel senso dei diritti LGBTQI+, tra idee e azioni concrete”.

L’Arcigay si occupa di sport per due motivi: in primis perché insieme alla politica è l’ambito in cui è più difficile farei coming out e quindi esprimere se stessi; poi per la ferma convinzione che oltre alla famiglia e alla scuola, lo sport sia il terzo luogo sociale in cui una persona venga formata alla diversità e al rispetto”, ha affermato Marco Arlati, Presidente Arcigay Bergamo Cives e Membro di Segreteria Nazionale Arcigay con delega allo Sport.

Così invece si è esposta Cinzia Massetti, Responsabile CGIL Nuovi Diritti Marche: “Il ddl Zan-Scalfarotto si configura nel nostro ordinamento per la lotta alla discriminazione e a chi semina odio. Estende la Legge Mancino anche all’identità di genere. Nei vari commenti che si sono susseguiti in questi giorni, tutti parlano di quello che non c’è rispetto a quello che c’è. Ad ogni modo, se una legge si chiede da 24 anni, un motivo ci sarà”.

Credo che una legge che combatta l’odio e la violenza tuteli non solo una minoranza, ma l’intera società. La violenza va a ledere il diritto che ognuno di noi ha di essere libero e sicuro. Quando si parla di omofobia ci si sofferma poco su questo aspetto: essa è un atto sociale perpetrato da alcune persone nei confronti di singoli individui che appartengono a minoranza. Va da sé che essa generi insicurezza sociale”, ha concluso il Presidente Arcigay Agorà Pesaro Urbino Elvio Ciccardini.


da Uisp
Comitato Provinciale Pesaro Urbino





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-06-2020 alle 15:18 sul giornale del 29 giugno 2020 - 232 letture

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