La città degli “Sgarbi”

vittorio sgarbi elisabetta sgarbi 2' di lettura 29/07/2020 - Appena concluso il rimpasto post crisi la politica locale torna a manifestare la sua inconsistenza e l’assenza di un progetto per Urbino, una città che attraversa un periodo di crisi senza precedenti.

Mentre il primo cittadino esulta per la “ reazione d’orgoglio” della sua amministrazione dopo il lockdown ed annuncia “un’estate magica” fatta di “grandi eventi ”culturali “I Moderati per Urbino” criticano una prassi consolidata dell’amministrazione Gambini che si affida esclusivamente alle persone che godono della fiducia del capo bypassando - se non calpestando - le figure istituzionali.

Dopo la mostra di Sgarbi “Baldassarre Castiglione e Raffaello“ arriva Elisabetta Sgarbi, sorella del braccio destro del sindaco, ad animare culturalmente l’estate urbinate. Ciò che sconcerta è l’assenza di programmazione culturale perché Gambini, una volta ancora, si affida alla famiglia Sgarbi che almeno in linea femminile appare decisamente più credibile e soprattutto meno instabile del poliedrico pro sindaco.

Gli eventi culturali dell’estate hanno un unico protagonista: gli Sgarbi’s. Gli assessori fanno le mute comparse. Una programmazione culturale che dovrebbe esser il risultato di una attenta discussione all’interno della Giunta e delle commissioni competenti è stata demandata al pro sindaco che manda a casa Boeri , fa punire Cioppi - reo di essersi rivolto all’architetto - e si rivolge alla sorella Elisabetta anche per l’assenza di iniziativa degli assessori competenti. Come dargli torto? Quando c’è da metter una toppa all’ultimo minuto per negligenza altrui si va dagli amici e dai parenti, così fan tutti... ma ci si sarebbe dovuti rivolgere alle associazioni del territorio in sofferenza estrema per le conseguenze economiche della pandemia.

La Regione ha stanziato soldi a fondo perduto per dare ossigeno ai settori in crisi post covid e per il solo comparto “turismo e cultura” son arrivate ben 3889 domande. Si potevano cercare competenze e idee in loco aiutando il tessuto produttivo regionale - a farlo, neanche a dirlo, dovevano esser gli assessori competenti interpellando le relative commissioni - invece si è preferito riaffermare la solita logica nepotista. È l’ennesima dimostrazione dello scarso senso delle istituzioni e di poca attenzione alle esigenze del territorio di una amministrazione che dovrebbe far un passo indietro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2020 alle 17:14 sul giornale del 29 luglio 2020 - 271 letture

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