Residenze teatrali, spettacoli dal vivo e formazione, al via il progetto UTU#Piazze

5' di lettura 29/07/2020 - Dopo il tutto esaurito fatto registrare ogni sera dal festival “Urbino Teatro Urbano”, svoltosi dal 10 al 17 luglio con una serie di repliche, prende il via oggi, 29 luglio, con la residenza teatrale dello spettacolo “Divinissimo” a Ca’ Romanino (località Castelcavallino di Urbino) e a Sant’Angelo in Vado il progetto UTU#piazze, che fino all’8 settembre proporrà un ricco programma di spettacoli, laboratori e residenze teatrali a Piobbico, Sant'Angelo in Vado, Isola del Piano, Sassocorvaro Auditore, Carpegna, Macerata Feltria e Urbino.

Obiettivo: sviluppare progetti di valorizzazione degli spazi urbani attraverso il teatro, percorsi di formazione delle nuove generazioni e momenti di incontro fra giovani compagnie professioniste e abitanti dei comuni ospitanti. Il tutto nel rispetto delle norme anticontagio grazie al protocollo GoDot, strumento innovativo per la gestione dei flussi di pubblico.

Il festival nasce dalla collaborazione tra CTU “Cesare Questa” dell’Università di Urbino, Provincia di Pesaro e Urbino, Comune di Urbino, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”, Club per l’Unesco di Urbino e del Montefeltro, Unioni Montane Alta Valle del Metauro e del Montefeltro, AMAT, Comuni di Piobbico, Sant'Angelo in Vado, Isola del Piano, Sassocorvaro Auditore, Carpegna, Macerata Feltria, Fondazione Ca’ Romanino, IMAB Group e EPTA gruppo.

IL PROGRAMMA
Il programma, che può essere consultato sul sito www.urbinoteatrourbano.it per eventuali variazioni, prevede dal 29 luglio al 13 agosto residenze teatrali dello spettacolo “Divinissimo” (testo e regia di Michele Pagliaroni) a Ca’ Romanino e a Sant’Angelo in Vado. Proprio a Sant’Angelo in Vado la pluripremiata commedia, che evidenzia la figura di Raffaello Sanzio attraverso i racconti di amici e personaggi dell’epoca, verrà proposta in anteprima il 9 agosto, mentre il 14 agosto farà tappa a Sassocorvaro e l’8 settembre a Isola del Piano. Il 28 agosto a Piobbico andrà in scena “Otello. Tragicommedia dell’arte”, per la regia di Carlo Boso, considerato tra i massimi esperti di commedia dell’arte nel mondo. Otello” verrà riproposto il 30 agosto alla IMAB Group (evento speciale riservato) e l’1 settembre ad Urbino. Dal 3 al 6 settembre è invece in programma a Carpegna e Macerata Feltria un progetto di educazione alla lettura per l’infanzia “Una vita da lettore”, percorso di formazione e drammatizzazione di alcune fiabe. Il 27 agosto a Carpegna “Oggi Sonsano, domani chissà” (spettacolo di e con Aureliano Delisi e Giacomo Stallone) ambientato in un piccolissimo paese occupato da militari che, nel tentativo di individuare fantomatici “ribelli”, si imbattono in personaggi sopra le righe: vecchie ossessive, giovani allucinati, mogli con manie di grandezza. Al centro, il tema dello spopolamento delle aree interne. Ma ad UTU#piazze non poteva mancare il teatro di figura: il 6 settembre a Macerata Feltria la Compagnia Pouët proporrà “Il Circo Pouët”, in grado di affascinare piccoli e grandi. Il biglietto per gli spettacoli di UTU#Piazze è fissato ad un prezzo popolare (dai 3 agli 8 euro).

TEATRO COME COSTRUZIONE DI UNA COMUNITÀ
“Abbiamo scelto tutte commedie - evidenzia il direttore artistico Michele Pagliaroni - perché in questo momento c’è bisogno di ridere. Il far ridere è un atto politico, gli attori lo sanno fare, il compito è liberare il pubblico dalla paura. Ringrazio le istituzioni, gli enti, i cittadini ed i tanti giovani che hanno abbracciato il nostro progetto con entusiasmo. Il teatro è sempre stato strumento di formazione e costruzione della comunità, tanto più ora che avvertiamo l’esigenza di ricostruire un sistema autentico di relazioni e di appartenenza ai nostri territori, ripensando gli spazi urbani in sicurezza. Oltre agli spettacoli, proponiamo attività di formazione ed un progetto diffuso di residenza artistica, dove gli attori vivono per un certo periodo sul territorio, vi lavorano, comunicano e si confrontano con gli abitanti. Per questo ogni spettacolo porta con sé la terra che lo ospita. La piazza è il luogo per eccellenza in cui si costruisce il tessuto sociale di un territorio: ad unire simbolicamente le varie piazze attraversate dal progetto sarà il palcoscenico in legno, smontabile e modulabile, costruito dagli allievi del laboratorio ‘Fai il tuo teatro’, classe di ‘scenotecnica’ diretta da Stefano Perocco di Meduna”.

IL COINVOLGIMENTO DELLE AREE INTERNE
“Apprezzo molto ­- dice il presidente della Provincia Giuseppe Paolini - la scelta degli organizzatori del festival, che parte da Urbino, di uscire dalle mura cittadine per coinvolgere vari comuni delle aree interne valorizzando i loro borghi, le piazze, le bellezze naturalistiche, arricchendo l’offerta culturale e coinvolgendo il pubblico in sicurezza. E’ bello constatare come creatività e fantasia riescano a riconquistare quegli spazi, anche di socialità, che l’emergenza Coronavirus ci aveva tolto. Ho avuto il piacere di assistere al bellissimo spettacolo “Parole Imbrogliate” che si è svolto il 17 luglio nel comune di cui sono sindaco, Isola del Piano, dove è in programma anche ‘Il Divinissimo’ l’8 settembre”.

L’importanza della sinergia tra i Comuni delle aree interne viene ribadita anche dall’assessore al Turismo del Comune di Urbino Roberto Cioppi. “Il teatro è un mezzo culturale potentissimo, porta la cultura nel territorio e crea un senso di comunità forte, tante potenzialità che dobbiamo sfruttare. Questo festival ci dimostra l’importanza di fare rete, a favore dell’economia del territorio, della cultura, del turismo, lavorando per creare nuovi posti di lavoro per i giovani in questi settori”. Da parte sua, il sindaco di Piobbico Alessandro Urbini sottolinea “l’importanza di portare cultura nei borghi e dare la possibilità di creare un nuovo modo di pensare il territorio”, mentre la presidente dell’Unione Montana Alta Valle del Metauro Fernanda Sacchi dice: “Abbiamo aderito con molto piacere al progetto, ci piaceva iniziare il periodo post Covid con cultura e teatro e ringrazio gli organizzatori per averci coinvolto”. Tiziana Fuligna della Fondazione Ca’ Romanino spiega: “La fondazione, oltre a preservare la memoria dell’architetto Giancarlo De Carlo, che progettò la residenza di Ca’ Romanino, è da sempre il luogo del dialogo. De Carlo aveva un rapporto molto stretto con il teatro, siamo felici di ospitare la residenza artistica dello spettacolo ‘Divinissimo’”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2020 alle 13:09 sul giornale del 29 luglio 2020 - 252 letture

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