Ospedale di Urbino? Tutto come prima...

ospedale di urbino 4' di lettura 06/08/2020 - Era il 29 giugno u.s., giorno in cui il Sindaco Gambini ha convocato gli STATI GENERALI dei Sindaci del territorio del Montefeltro, compreso quello di Fossombrone, le OO.SS. CGIL e CISL URBINO e le categorie FP SANITA’ di CGIL e CISL per un confronto sulle vicende della sanità e delle conseguenze pesanti che la emergenza COVID, aveva lasciato sull’Ospedale di Urbino.

In quella occasione, furono accolte, dai sindaci presenti (appena 12 su 28), le osservazioni fatte dalle organizzazioni sindacali ed in particolare dai rappresentanti delle categorie degli Operatori, tanto che fu richiesto di predisporre un documento da recuperare in uno più generale che i Sindaci avrebbero redatto nei giorni immediatamente successivi.

È passato un mese e di quel documento, ma più in particolare dei problemi post-covid ed atavici, come la carenza di organici che sconta l’Ospedale urbinate, non si è più parlato.

Eppure, sono quei problemi alla base dei disagi che vivono quotidianamente i cittadini, del territorio e soprattutto delle aree interne della provincia, che fanno poi, lanciare le grida di allarme dai Sindaci quando, la Regione non assegna i posti di Terapia Intensiva o quando la direzione sanitaria sottoscrive convenzioni con società private per reclutare personale medico e paramedico fuori regione, necessario a fronteggiare la storica carenza di personale e i periodi feriali.

Solo per non dimenticare quali sono i problemi veri, ricordiamo che:

• È necessario chiedere un idoneo finanziamento per dare corso alla delibera che prevedeva l’istituzione della Medicina d’Urgenza all’interno dell’ospedale di Urbino;
• È necessario un intervento anche in termini di potenziamento di organico sia a livello della dirigenza che del comparto anche in ragione del fatto che tale tipo di unità operativa richiede competenze e professionalità formate per gestire posti di terapia sub intensiva.

La effettiva attuazione della Medicina d’Urgenza, non solo consentirebbe di rispondere alla necessità dell’utenza ma garantirebbe la possibilità di sgravare il pronto soccorso in modo “sistematico e strutturale“.

Per queste ragioni, va quindi approfondita l’apertura mostrata dalla direzione generale ASUR, nel mese di giugno scorso, proprio nell’ottica della realizzazione di posti di cura di intermedia complessità, utile per rispondere all’utenza dell’entroterra e necessaria per evitare sovraffollamenti al pronto soccorso ed in grado di qualificare il Dea dell’ospedale di Urbino rendendolo più appetibile anche per chi ci lavora o chi dovrebbe venire a lavorarci;

Occorre, ancora, prevedere fin da subito i bandi di stabilizzazione del personale precario, su cui è stato ottenuto dalle OO.SS., un impegno scritto nell’accordo regionale, così da consentire il passaggio a tempo indeterminato (prima della conclusione del concorso in essere per infermieri categoria D) del personale impiegato fino ad oggi ed evitare così ulteriori mobilità verso regioni (come l’Emilia Romagna) che in questi mesi hanno messo in campo proposte di contratto più appetibili.

Soprattutto però, bisogna definire il potenziamento dell’organico in essere che ad oggi conta una carenza preoccupante di medici, infermieri, tecnici di laboratorio ed oss e farsi promotori, anche nell’ottica del potenziamento dell’organico, del ricalcolo del tetto del personale che la Regione, dopo svariati interventi delle nostre categorie sindacali della sanità, ha ammesso essere meritevole di revisione (dai nostri calcoli l’errore è macroscopico e la cui risoluzione, consentirebbe avere più margini per assunzioni a tempo indeterminato senza ricorrere a proposte contrattuali che non risultano convincenti per far spostare medici ed infermieri verso l’entroterra).

In tutto questo, non bisogna dimenticare l’impegno di tutto il personale dell’Ospedale di Urbino, come di tutto il sistema sanitario che, durante tutta la fase dell’epidemia hanno dato il massimo, anche in condizioni difficili per la propria sicurezza, tanto da essere stati definiti “eroi del nostro tempo” dalla Regione Marche ed oggi, non si vedono riconosciute le premialità che con una certa superficialità erano state promesse, se non in minima parte.

CGIL ZONA MONTEFELTRO Irmo Foglietta
AST CISL URBINO Leonardo Piccino
FP CGIL DI PESARO E URBINO Vania Sciumbata
FP CISL MARCHE TERRITORIO DI PESARO E URBINO Alessandro Contadini






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-08-2020 alle 14:36 sul giornale del 06 agosto 2020 - 222 letture

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