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“Nell’incontro con il vice Ministro Cancelleri abbiamo valutato quali interventi, prioritari per il nostro territorio, potranno essere anticipati e realizzati con urgenza per colmare il gap infrastrutturale delle varie parti della Regione”, affermano i parlamentari marchigiani del Movimento 5 Stelle dopo l’incontro al Ministero delle Infrastrutture con il Vice Ministro Giancarlo Cancelleri.






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Il M5S Urbino ed il Consigliere Regionale Piergiorgio Fabbri chiedono ai Consigli Comunali di Urbino e Fossombrone in primis, ma anche a tutti gli altri Consigli dei Comuni della Valle del Metauro, di ostacolare nelle sedi istituzionali il progetto del Consigliere regionale Andrea Biancani volto a smantellare il tratto ferroviario Fano-Urbino a favore di una pista ciclabile.


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La ferrovia Fano-Urbino è un' infrastruttura a cui non si deve rinunciare, darà un nuovo impulso per far uscire dall'isolamento la città ducale, difficilmente raggiungibile dalla costa, ma occorre avere una visione completa di come i comuni interessati dall'attraversamento della tratta siano disposti realmente ad impegnarsi per far ripartire un'infrastruttura nata per collegare l' entroterra alla costa della nostra provincia.




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Ogni volta che per la Fano-Urbino sulla stampa esce una voce diversa dalle idee del Consigliere Biancani (PD), spunta subito dopo un comunicato For.bici che vorrebbe perorare la tesi della pista ciclabile sopra (o accanto, che è la stessa cosa) i binari della ferrovia. E inizia una serie di elucubrazioni volte a screditare la decisione del Comune di Fossombrone in favore del ferrociclo previsto dalla Legge Nazionale sulle Ferrovie Turistiche come primo passo verso il ripristino dell’intera linea Fano Urbino.



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Ferrovia o ciclabile? Il consigliere regionale Andrea Biancani continua a sprecare soldi pubblici nell’assurdo progetto di riconvertire in pista ciclabile una ferrovia strategica, in quanto, a corto di fantasia, non è riuscito a trovare di meglio per nascondere il vero intento strategico dell’intera operazione: portare le acque minerali profonde del pozzo Burano di Cagli direttamente a Pesaro, tramite un acquedotto che, passando sul corridoio ferroviario, costi molto meno rispetto ad un tracciato alternativo.