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A leggere le dichiarazioni dei protagonisti della crisi di Giunta aperta e chiusa nel giro di quarantotto ore, c’è da rimanere allibiti perché tra sorrisi e battute il confine che divide la tragedia dalla farsa appare sempre più sottile con una Giunta che assomiglia ormai ad una compagnia teatrale che non conosce il copione e il cui regista, il sindaco Gambini, si agita molto, cambia soggetto, attori e comprimari alla ricerca di cosa fare per la città dopo avere costruito qualche marciapiede, istituita una caricatura di biblioteca comunale, raccolto le proteste di quanti a Canavaccio l’hanno preso a pesci in faccia sul biodigestore, trasformato il centro storico in un drive-in.


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Durante la diretta “Vicino a te” di Tele 2000, il sindaco Gambini ha annunciato urbi et orbi il dimissionamento dell’assessore al Turismo Andrea De Crescentini e accanendosi oltre il consentito sul vice-sindaco e assessore all’urbanistica Cioppi lo ha dirottato al Turismo, mentre a Foschi è stata assegnata la delega alle attività produttive che era accorpata al Turismo e promosso Guidi a vice-sindaco ed assessore con delega al Centro storico patrimonio Unesco e alla Pubblica istruzione.


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La questione Boeri mostra un'assoluta inefficacia e una totale dipendenza decisionale della giunta Gambini, appesa alle simpatie di un personaggio senza ruoli ufficiali che pretende di decidere il futuro della città, riuscendoci grazie alla sudditanza nuovamente dimostrata dal sindaco, il quale non avendo alcuna conoscenza di urbanistica si affida al peggiore dei suoi consiglieri.


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La parola fine su qualunque speranza di credibilità di questa Giunta è stata posta ieri, dopo l’ultima ennesima ed imbarazzante vicenda circa l’affidamento della redazione del piano strategico della città di Urbino al famoso architetto Stefano Boeri.