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Quasi mille test sierologici su un primo step indicativo di 3mila. La CNA di Pesaro e Urbino commenta con soddisfazione il procedere spedito del primo campione di test sierologici condotti tra i dipendenti delle imprese della provincia in questi giorni. Si tratta di un imponente screening in grado di garantire la ripresa di molte attività produttive e di servizio nella massima sicurezza.


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Nella fase 2 delle misure emergenza epidemiologica in atto, ancora in corso, le imprese marchigiane la cui attività primaria/prevalente è consentita sono 120.831 e coinvolgono 411.369 addetti; ad Ancona le imprese sono 32.115, ad Ascoli Piceno 16.872, a Fermo 15.355, a Macerata 28.320, e in provincia di Pesaro e Urbino 28.169.



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Con l’entrata in vigore della Fase II tutte le attività aziendali sono tenute a continuare a garantire la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, oltre al rispetto del protocollo di regolamentazione delle misure di contrasto alla diffusione del Covid-19 e alle attività di sanificazione dei locali ed ambienti di lavoro.


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Sono oltre 4mila le imprese artigiane senza dipendenti della provincia di Pesaro e Urbino che possono riaprire bottega e laboratorio per ricominciare a lavorare. La Cna di Pesaro e Urbino accoglie favorevolmente il decreto del presidente della Regione Luca Ceriscioli che ha stabilito il via libera per queste attività, unitamente ai servizi di toelettatura per cani.


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“Le imprese marchigiane sono state abbandonate da una Giunta Regionale incapace, dopo due mesi di lockdown, di formulare una proposta di sostegno economico e un piano di ripartenza. In migliaia sono drammaticamente a rischio sopravvivenza, e come la Lega sta chiedendo da tempo occorre subito un’iniezione consistente di liquidità, con un bonus a fondo perduto che dia respiro e crei i presupposti per la ripartenza”.


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Da lunedì prossimo ha inizio l’attesa fase 2 dell’emergenza sanitaria (ed economica) che il Paese sta vivendo. Il dpcm dello scorso 26 aprile ha disposto la possibilità di apertura per i settori di Manifattura, nella sua totalità, Costruzioni, Commercio all’ingrosso. Per le Marche si tratta di 118.336 imprese, oltre 50.300 in più rispetto a quanto stabilito dal decreto del 10 aprile, con il coinvolgimento potenziale di 406.146 addetti.



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Sono trascorsi ormai quasi due mesi dall’esplosione dell’emergenza sanitaria Covid-19. In questo periodo il Governo è intervenuto varando misure di contenimento della diffusione dell’epidemia imponendo limitazioni agli spostamenti e allo svolgimento delle attività economiche e al contempo ha varato misure a sostegno dell’economia e dell’occupazione.





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"Mentre l'Europa sta vergognosamente tergiversando e ha rinviato di due settimane qualunque decisione a sostegno dell'Italia, mentre il Governo nazionale “balbetta”, qui nelle Marche si intravede una situazione drammatica per le imprese. Insieme alla crisi sanitaria già si prospetta una crisi economica senza precedenti a causa della chiusura di molte attività e, purtroppo, anche a causa della burocrazia”.