Una mostra archeologica a palazzo Ducale

urbino 2' di lettura 07/12/2008 - Quale recondito legame unisce la rinascimentale Urbino a una situla (secchio) greca di bronzo di IV-III sec. a.C. che, rinvenuta a Pelasgia, in Tessaglia (Grecia), è stata prestata, per questa esposizione, dalla Direzione del Museo Goulandris di Atene che la custodisce tra le sue preziose collezioni di arte delle Cicladi?

Una mostra archeologica nel Palazzo Ducale di Urbino appare sicuramente di casa se si pensa alla importanza avuta nell’età del Rinascimento dalla riscoperta dell’antichità classica. Nel caso specifico però si tratta di un reperto particolare che, accolto in ambienti non ellenizzati, della tradizione classica non sottolinea ed non esalta gli aspetti accademici, originando tendenze anticlassiche che rivelano una sensibilità in sintonia con il gusto moderno per l’inorganicità e l’astrazione. Preziosa testimonianza archeologica, tale situla ci permette di conoscere meglio la storia e la cultura delle Marche tra IV e III sec. a.C. evidenziando i contatti e gli scambi intercorsi, ad opera dei Senoni dell’Adriatico, con altri ambienti culturali, che, dall’Egeo settentrionale, si estendono sino al centro Europa, confermando la funzione di crocevia della nostra regione.


Nell’analisi di questi fenomeni e processi storici, accanto agli aspetti socio-economici e culturali in senso ampio anche quelli artistici ricoprono una grande importanza. Da questo punto di vista può essere interessante notare come, nel tentativo di individuare tempi, modalità, itinerari e cause di certe stagioni artistiche, sia dato riscontrare alcune costanti. Il mistero e l’enigma della precoce manifestazione del Gotico Internazionale a S. Severino Marche agli inizi del 1400 con i Salimbeni, che sembrano aver avuto contatti con la Lombardia e il centro Europa, finirebbero di meravigliare tanto, se pensiamo che, anche in età protostorica, la nostra regione ha svolto questa sua funzione di area di ricezione, trasformazione e trasmissione di stimoli e apporti culturali di provenienza esterna. Per decodificare l’insieme di messaggi profondi che questa preziosa situla è in grado di fornirci, occorre illustrare e contestualizzare i legami che ad opera dei Senoni dell’Adriatico uniscono Waldalgesheim - S. Paolina di Filottrano - Montefortino di Arcevia fornendo nel contempo la definizione di cultura di La Téne e di stile cosiddetto di Waldalgesheim, ovvero “stile vegetale continuo”.


E’ la prima volta che il Museo Goulandris di Atene presta questa preziosa situla, occasione unica di una manifestazione che vede la collaborazione di due istituzioni e di due grandi Musei, la Galleria Nazionale delle Marche e il Museo Archeologico di Ancona. La manifestazione è stata resa possibile dai buoni rapporti instaurati con il museo di Atene anche in relazione alla recente mostra da loro organizzata in occasione della visita del Presidente Napolitano. L’esposizione sarà presentata alla stampa mercoledì 10 dicembre, alle ore 11.00, nel Salone del Trono del Palazzo Ducale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 09 dicembre 2008 - 764 letture

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