Crolla l\'affluenza ai musei, regge invece il Palazzo Ducale

urbino 3' di lettura 14/12/2008 - I dati 2008 del Ministero per i beni Culturali lanciano l’allarme: per la prima volta dopo 12 anni i musei italiani entrano in crisi e segnano un crollo di visitatori.

In questa panoramica nazionale è invece in controtendenza il Palazzo Ducale di Urbino, che nel medesimo periodo segna un + 4,40 %. La recessione economica ha quindi colpito anche il settore della cultura e a livello nazionale si è aperto un dibattito su come cambiare la situazione. Urbino si mette invece in evidenza con una politica promozionale che evidentemente ha dato riscontri positivi. E se questo è stato il 2008, tutto lascia ben sperare anche per il 2009, quando a Palazzo Ducale si terrà la grande mostra dedicata a Raffaello Sanzio, i cui dettagli saranno presentati alla stampa martedì 16 dicembre.


I numeri forniti dal Ministero parlano chiaro. Nei primi sei mesi dell’anno in corso, mediamente il calo di ingressi nei 50 musei più importanti d’Italia è stato del -3,65%. Luglio e agosto hanno risollevato la situazione di poco, per poi vedere che settembre, ottobre e novembre hanno riaperto la voragine. Crollano alcuni musei che sono il simbolo dell’Italia turistica: A Roma Castel Sant’Angelo segna -7,83%, la Galleria d’Arte Moderna -19,42%, Villa d’Este -4,84%; a Tivoli Villa Adriana -7,94%; a Mantova il Palazzo Ducale -19,21%; gli scavi di Pompei segnano -12,79%; a Firenze gli Uffizi -3,58%, le Cappelle Medicee -10,84%, il Museo del Bargello -13,97%; ad Andria Castel del Monte registra -10,02%; a Torino il Complesso di Racconigi -21,02%. Fra le poche sedi museali italiane che si salvano, i migliori risultati li ottengono Il Pantheon con + 25,32%; la Galleria dell’Accademica a Venezia, con + 12,83%; il Museo Egizio di Torino con + 5,18% e il Palazzo Ducale di Urbino con il suo +4,40%.


A livello nazionale in tanti stanno correndo al capezzale dell’industria turistica, proponendo in queste ore l’apertura gratuita dei museo da gennaio a marzo 2009, un maggiore coordinamento fra ministero, regioni, province e comuni, maggiore promozione. Dal dibattito appena aperto emerge quello che si dice da tempo: avere il più grande patrimonio culturale del mondo non basta più per attirare turisti. Ci vogliono iniziative speciali, servizi e territori che mettano in rete le loro particolarità agroalimentari, ambientali e l’accoglienza. “A Urbino -dice il sindaco Franco Corbucci- in questi anni l’Assessorato Cultura e Turismo ha lavorato molto sulla comunicazione. L’Amministrazione ha favorito le sinergie fra istituzioni territoriali, associazioni di categoria e privati, cercando di creare eventi qualificati che mettessero in evidenza la nostra identità, la cultura e la tradizione. La mostra di Raffaello del 2009 è l’approdo di altissimo livello, frutto di questa strategia di collaborazioni estese e di seria programmazione. Essere sede di uno dei pochi musei italiani che nel 2008 ha ottenuti riscontri positivi testimonia il buon lavoro fin qui svolto”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 15 dicembre 2008 - 827 letture

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