Crisi, cresce un disagio che non va sottovalutato

soldi 5' di lettura 04/03/2009 - Intervento a tutto campo del segretario della CNA, Camilla Fabbri che parla del peggior momento economico da sessant’anni a questa parte

Anche nella nostra provincia la crisi economica sta assumendo dimensioni mai registrate negli ultimi 60 anni. La domanda è in netta contrazione ed intere filiere produttive sono in difficoltà dovendo affrontare un calo degli ordini che nei primi mesi del 2009 in alcuni casi supera il 50%. Molte imprese della meccanica, dell\'impiantistica, delle costruzioni, dei trasporti, del mobile, della nautica sono ferme o hanno ridotto drasticamente l\'attività a causa della brusca frenata della domanda interna e delle esportazioni dei beni strumentali. Ma segnali di sofferenza stanno giungendo anche dalle imprese produttrici di beni di consumo, come il tessile-abbigliamento e dai servizi alla persona che risentono della caduta di fiducia e della riduzione dei redditi disponibili.


La capacità di tenuta delle nostre imprese - dice il segretario provinciale della CNA, Camilla Fabbri - è messa a durissima prova soprattutto dalla scarsità di liquidità causata dalla stretta del credito operata dalle banche che stanno sottoponendo a revisione straordinaria gli affidamenti in essere e stanno valutando con estrema prudenza la concessione di nuove linee di credito. A ciò si aggiunga l\'accresciuta difficoltà di incasso dei crediti commerciali, soggetti ad incagli e all\'allungamento dei tempi di pagamento.


Secondo il segretario della CNA \"Gli effetti sui redditi e sull\'occupazione registrano tutta la gravità del momento. In questa fase si rischia un generale impoverimento delle famiglie, ma anche una perdita dell\'imprenditorialità diffusa che ha rappresentato la principale riserva per lo sviluppo di questa provincia. Sui temi della crisi, quel che colpisce in negativo è la frammentazione degli interventi a livello governativo: non si intravede insomma un disegno organico. Si procede di urgenza in urgenza senza una linea, facendo affidamento più sull\'effetto annuncio dei provvedimenti che sulla capacità di produrre risultati positivi, non potendo contare su risorse aggiuntive in quantità adeguata alla dimensione della caduta del reddito\".


A questo proposito la CNA avanza misure concrete quali l\'incremento della franchigia dell\'Irap; l\'eliminazione, anche temporanea, dell\'indeducibilità degli interessi passivi; la riduzione sostanziale e l\'allungamento della rateizzazione dell\'acconto delle imposte per il 2009”. Secondo la Fabbri \"All\'interno di un quadro di particolare sofferenza vanno ridefiniti in tempi rapidissimi gli indici di congruità relativi al 2008 ed escluso il loro utilizzo ai fini dell\'accertamento. Con altrettanta sollecitudine devono essere sottoposti a revisione tutti gli studi di settore per l\'anno 2009 per tenere conto dei cambiamenti avvenuti nei mercati dall\'inizio della crisi.


Molto stanno già facendo i Confidi per aumentare le possibilità di credito alle imprese anche se questo non è sufficiente senza la consapevolezza e la responsabilità del sistema bancario. Lo Stato può fare molto per sostenere la spesa e rilanciare i consumi privati. Deve innanzitutto mettere le Amministrazioni locali in condizione di portare a termine i lavori già avviati e provvedere a liquidare i fornitori, consentendo loro di derogare al Patto di stabilità interno relativamente alle spese in conto capitale. Ma deve altresì dare il via a tutte le opere pubbliche cantierabili, anche di piccola dimensione e di recupero e manutenzione, favorendo la partecipazione delle pmi agli appalti di lavori come ha fatto la Regione Marche per ciò che concerne ad esempio gli investimenti sulle infrastrutture sanitarie.


Di contro le imprese devono accelerare un processo inevitabile di qualificazione e aggregazione. In questi primi mesi di crisi abbiamo assistito ad una positiva reazione della Regione Marche ed anche della Provincia di Pesaro e Urbino che hanno messo in campo risorse e misure efficaci a favore di imprese e famiglie attraverso fondi di solidarietà e di un Fondo di garanzia regionale per sostenere le aziende ed in particolare i finanziamenti a micro e piccole imprese. Adesso più che mai, vista la crescente difficoltà nei rapporti con gli istituti di credito, serve maggior senso di responsabilità e la consapevolezza da parte delle banche dell\'importanza del mondo economico-produttivo.


Solo con la conoscenza delle dinamiche economiche si possono dare contributi importanti alle scelte. Ed è per questo che chiediamo più rappresentanza del mondo delle imprese all\'interno degli organismi deliberanti della banche. Questo favorirebbe non l\'erogazione di finanziamenti alle Pmi, ma anche la concessione di crediti a progetti imprenditorialmente validi che possono aiutare le aziende della provincia che vogliono investire in tecnologia e per il territorio. La CNA esprime infine un giudizio fortemente negativo sul tema delle ronde. Secondo la Fabbri infatti in questo momento \"ogni tipo di distrazione sul dibattito legato alla crisi è inutile, fuorviante e dannoso. Ci sono priorità sociali ed economiche che impongono un atteggiamento concentrato sul tema della crisi. Ogni ragionamento che esuli dal mettere a punto soluzioni tempestive ed adeguate non fa altro che peggiorare un disagio sociale che già si avverte e che non può essere risolto con provvedimenti demagogici e che non hanno nessuna reale incidenza sociale. Alle forze dell\'ordine, e solo a loro, spetta il compito di vigilare sul mantenimento della sicurezza dei cittadini\".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2009 alle 15:23 sul giornale del 04 marzo 2009 - 760 letture

In questo articolo si parla di economia, soldi, euro, CNA Pesaro





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