Agricoltura industriale o biologica, sociale, locale?

agricoltura 3' di lettura 11/03/2009 - Giovedì 12 marzo, la Facoltà di Economia di Urbino ospita il convegno “Quali modelli per l’agricoltura? Problemi ed esperienze dalle Marche all’Europa”: a confronto i sistemi di coltivazione industriale con quelli ecosostenibili e legati al territorio

In un settore produttivo fondamentale per l’economia marchigiana come quello dell’agricoltura, il processo d’integrazione europea pone nuovi interrogativi e nuove sfide. Un seminario mette a confronto i modelli e le implicazioni delle coltivazioni industriali (convenzionali o biotech) con le pratiche di agricoltura biologica, locale e sociale e le loro applicazioni già sperimentate con successo nelle Marche.


Il seminario “Quali modelli per l’agricoltura? Problemi ed esperienze dalle Marche all’Europa” è in programma giovedì 12 marzo 2009 alla Sala del Consiglio della Facoltà di Economia di Urbino (via Saffi, 42) dalle ore 11.00 alle ore 18.00. Organizzato dalla rete italiana dei Centri di Documentazione Europea e dalla rappresentanza in Italia della Commissione europea, dall’Università degli Studi Urbino “Carlo Bò” e dall’Ong Cestas - ufficio regionale Marche, l’appuntamento rientra nel progetto “La diversità culturale nel processo di integrazione europea”.


Qual è la sostenibilità delle diverse tipologie di agricoltura nelle Marche e quale sarà il loro futuro nel processo di integrazione europea? È più sostenibile l’agricoltura industriale o piuttosto quella incentrata sulla coltivazione e il commercio di prodotti locali di qualità? In cosa consistono e come si declinano i modelli di agricoltura biologica e sociale? Sono alcune delle domande a cui risponderanno, tra gli altri, Luca Colombo della Fondazione diritti genetici, l’agronoma esperta di Politiche Agricole Comunitarie Oriana Porfiri, Gino Girolomoni della Cooperativa Alce Nero e la professoressa della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” Elena Viganò.


“Il seminario – spiega Viganò - è stato organizzato per discutere l’efficacia di diversi modelli di produzione e di commercializzazione, nel garantire giusti redditi ai produttori, tutelare le risorse naturali, fornire ai consumatori prodotti alimentari sicuri e di qualità, promuovere lo sviluppo dei sistemi locali”. L’appuntamento sarà anche l’occasione per esplorare le buone pratiche agricole già sperimentate in regione per la tutela dei saperi, delle culture, della biodiversità e per la creazione di nuove possibilità di sviluppo locale: tra queste il progetto “Life Sapid” per la creazione di un distretto Ogm-free, promosso dal Comune di Urbino.


In presentazione anche due volumi sul commercio equo e solidale, esempio di organizzazione della produzione e degli scambi commerciali finalizzato alla promozione di uno sviluppo sostenibile: si tratta di “Che cos’è il commercio equo e solidale” di Elena Viganò (Carocci Editore, Roma, 2008) e di “Tutti i numeri dell’equo” di Michela Glorio, Elena Viganò, Anna Villa (Edizioni dell’Asino, Roma, 2008).


Per informazioni: Cestas, sede regionale Marche tel. 0731 64299, e-mail michela.glorio@cestas-formazione.org , sito www.cestas.org Facoltà di Economia dell’Università degli studi di Urbino, sito www.econ.uniurb.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-03-2009 alle 15:53 sul giornale del 11 marzo 2009 - 8922 letture

In questo articolo si parla di cultura, agricoltura, Cestas Marche


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