Urbino e lavoro nero, le istituzioni si mobilitano

cna 3' di lettura 07/05/2009 - Una decisa opera di sensibilizzazione da parte delle istituzioni pubbliche nei confronti dei loro dipendenti per contenere, se non debellare, il triste fenomeno del lavoro nero praticato tra l’altro da parte dei soggetti più garantiti nei momenti di forte crisi come quello attuale.

Questo è l’impegno preso nel corso dell’incontro organizzato dalla CNA sul tema del lavoro nero da Massimo Galuzzi, assessore provinciale alla formazione e politiche del lavoro, da Alceo Serafini, assessore al personale del Comune di Urbino nonché dirigente dell’ERSU, intervenuti all’incontro con i membri delle presidenze territoriali e dei rappresentanti negli organismi provinciali delle Unioni di mestiere CNA dell’ambito di Urbino svoltasi nei giorni scorsi presso la sede CNA di Urbino. Dall’incontro, che ha visto la partecipazione di numerosi imprenditori, è scaturito l’impegno di esaminare le criticità legate ad un problema emerso con forza durante la recente assemblea congressuale della CNA, in tutti i tavoli istituzionali in cui la Provincia e le altre istituzioni siedono con l’Ispettorato del Lavoro, e nella prossima Conferenza delle Autonomie.


Un settore particolarmente investito dal fenomeno del lavoro nero è quello dell’edilizia. Al 31 dicembre 2008 il comparto delle costruzioni contava nel territorio provinciale 6.775 imprese registrate di cui 5.437 artigiane, al 31 dicembre dell’anno prima le imprese attive registrate erano 6.783 delle quali 5.435 artigiane. Il comparto edile, che ha chiuso il 2008 riuscendo a resistere alle prime manifestazioni della crisi economica, nei primi mesi del 2009 denuncia invece delle gravi difficoltà. Basta fare riferimento al dato pubblicato dall’Osservatorio sulla Cassa integrazione guadagni dell’INPS: nel territorio provinciale nel marzo 2008 le ore di Cig autorizzate in edilizia sono state in totale 156 tutte autorizzate agli operai; nel marzo 2009 le ore di CIG autorizzate sono state ben 5.377 di cui 5.195 agli operai e 182 agli impiegati.


La problematica del lavoro nero, soprattutto ad opera dei dipendenti pubblici che arrotondano i loro introiti adoperandosi in lavori di muratura, montaggio di rivestimenti, tinteggiatura e impiantistica trova una manifestazione non più occasionale e sporadica ma organizzata e attrezzata al punto da aprire piccoli cantieri, e nel momento economico che stiamo attraversando, acuisce maggiormente le criticità che i piccoli imprenditori artigiani si trovano ad affrontare. “Per questo motivo – sostiene la CNA - appare indispensabile il confronto fra tutti gli attori del nostro territorio da cui far scaturire quelle azioni utili, direttamente od indirettamente, al superamento di tale criticità”. Cercheremo quindi di capire le misure messe in atto dagli enti pubblici per controllare la “fedeltà” dei propri assunti. Ma qualora le azioni di sensibilizzazione e gli incontri che si programmeranno nei prossimi giorni con le istituzioni che non hanno partecipato all’incontro di Urbino, ad iniziare dall’Ispettorato del lavoro, non dovessero modificare questa inaccettabile situazione, la CNA procederà, d’intesa con le imprese dei vari settori interessati, ad azioni più incisive. Gli uffici provinciali e territoriali della CNA rimangono a disposizione degli imprenditori per qualsiasi problema relativo al fenomeno del lavoro nero, compreso la raccolta di segnalazioni di casi di abusivismo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-05-2009 alle 15:15 sul giornale del 07 maggio 2009 - 789 letture

In questo articolo si parla di economia, cna





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