Cna: Imprese, contro la crisi subito

cna 4' di lettura 25/07/2009 - Grande partecipazione alla manifestazione unitaria contro la crisi indetta delle associazioni di categoria dell’artigianato, del commercio e della piccola impresa nella Sala del Consiglio provinciale.

Nonostante l’assenza dei parlamentari (impegnati a Roma nella discussione sul Dpef), l’iniziativa ha visto una grande e sentita mobilitazione da parte degli imprenditori della provincia. Al termine dell’assemblea, che di fatto sancisce la creazione di un Coordinamento unitario provinciale delle associazioni contro la crisi che riunisce le organizzazioni CNA, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Casa Artigianato Metaurense, Api e Ali-Claai, è stato letto ed approvato un documento unitario nel quale si legge: “Visto il perdurare del grave stato di crisi che coinvolge direttamente anche il sistema economico e produttivo della provincia ed in particolare le imprese dell’artigianato e del commercio, nonché il rischio concreto che la situazione possa aggravarsi nel prossimo autunno; vista anche la situazione descritta dagli indicatori economici che denunciano cali negli ordinativi e nella produzione (dal 30 al 60-70%), in tutti i settori: dall’edilizia al mobile; dalla meccanica alla nautica;



dal tessile-abbigliamento all’autotrasporto e di una riduzione 30-40% nel commercio e che, al momento purtroppo, non si intravedono segnali concreti di una ripresa dell’economia con la situazione che non accenna a sbloccarsi ed anzi a peggiorare - le associazioni di categoria della PMI, intendono manifestare la preoccupazione e il disagio delle imprese associate attraverso un primo momento di mobilitazione che serva ad inviare un segnale forte al mondo delle istituzioni locali, della politica, del credito e dell’economia in modo da poter dotarsi di strumenti e iniziative atte a fronteggiare la criticità dell’imminente fase compresa tra la conclusione dell’estate e l’inizio dell’autunno prossimo”. Sul piano locale le PMI chiedono “una revisione urgente del Patto di stabilità e misure urgenti in ordine al cosiddetto Piano casa che deve poter essere varato in tempi stretti dalla Regione (massimo entro settembre) e che dovrà poi essere applicato celermente dai rispettivi Comuni.



Sempre su questo fronte raccomandiamo agli Enti pubblici l’istituzione di una corsia preferenziale per le piccole imprese che dovranno essere favorite negli appalti pubblici attraverso la creazione di apposite liste di aziende del territorio per la partecipazione a gare nei lavori con importi inferiori ai 500mila euro”. Per quanto riguarda il pagamento di lavori e/o forniture dagli enti pubblici alle imprese le associazioni chiedono che vengano concessi pagamenti entro 28 giorni. Le associazioni auspicano inoltre che si possa arrivare ad un reale funzionamento del fondo di contro garanzia stanziato dalla Regione Marche per le imprese, fondo che per gli attuali complessi meccanismi di applicazione risulta di difficile fruibilità. Le sigle dell’artigianato del commercio e della piccola impresa di Pesaro e Urbino, chiedono inoltre una forte riduzione della burocrazia a carico delle imprese ed una riduzione della spesa pubblica improduttiva.



Secondo le associazioni delle PMI “è decisiva la questione del credito, ricomprendendo in essa il tema dell’avviso comune in materia di moratoria dei crediti, il problema della commissione di massimo scoperto e la rivisitazione dei parametri di Basilea 2 per temperarne gli effetti pro ciclici. In questa fase occorre che gli istituti di credito rispettino a livello locale gli impegni presi a vari livelli istituzionali e si organizzino per accelerare l’erogazione dei finanziamenti (concedendo linee di credito agevolato alle aziende che ne fanno richiesta). In questa situazione di grande difficoltà per le imprese ad ottenere finanziamenti , le associazioni considerano strategico il ruolo dei Confidi (regionali e delle Cooperative di garanzia), che va ulteriormente rafforzato”. Il documento firmato dalle associazioni contiene poi tutta una serie di indicazioni relative alle politiche fiscali. In primis “una revisione immediata degli studi di settore, al fine di dar conto reale degli effetti della crisi sull’andamento dei ricavi delle imprese.



E poi una detassazione degli investimenti che andrebbero potenziate allo scopo di ampliare la gamma dei beni strumentali per l’attività dell’impresa; una riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro per sostenere i consumi delle famiglie e per contrastare così la spirale pericolosa tra crisi di domanda e crescita della disoccupazione. Ed ancora la compensazione fiscale dei crediti vantati dalle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni, la rivisitazione delle tariffe INAIL alla luce degli andamenti delle diverse gestioni di settore. L’altro fondamentale capitolo sono le politiche per il lavoro: dalla verifica delle misure di rafforzamento degli ammortizzatori sociali al potenziamento dell’appena varato “premio per l’occupazione”. Su tutti questi fronti le associazioni chiedono un impegno reale da parte delle istituzioni locali, dei rappresentanti politici, degli istituti di credito.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-07-2009 alle 17:04 sul giornale del 25 luglio 2009 - 768 letture

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