RU486: polemica strumentale dalla quale difendersi anche a livello locale

metodo contraccettivo 2' di lettura 05/08/2009 - Sulla questione della pillola RU486, che permette l’interruzione di gravidanza in situazione di sicurezza nelle prime 7 settimane dalla fecondazione, approvata ora dall’Agenzia italiana del Farmaco mentre in Europa è utilizzata da tempo, la polemica suscitata è del tutto strumentale e non riguarda di certo le donne.

I dati del farmaco sono assolutamente chiari: riduce il rischio di salute per la donna evitando l’intervento chirurgico, riduce la possibilità di portare la decisione e quindi l’intervento alle ultime settimane consentite dalla Legge, quindi favorisce una interruzione di gravidanza che avviene nei primissimi stadi di divisione cellulare dell’ovulo fecondato.

Visto che in Italia è in vigore una Legge che regola l’interruzione di gravidanza, e che la RU permette di evitare un aborto prima delle fasi di costituzione dell’embrione, perché questa levata di scudi? Contro la pillola abortiva è in atto da anni in Italia un intervento ideologico al quale con molta difficoltà l’AIFA si è sottratta dopo anni di ingerenza clericale. E che questa sia solo una battaglia ideologica è evidente anche in sede locale.

Basti pensar alla recente dichiarazione del Centro diocesano di bioetica di Fano a proposito di un altro farmaco, la “pillola del giorno dopo”, contraccettivo di emergenza che volutamente è stato indicato come “abortivo” anche se non lo è, anche a costo di nascondere la verità di una recente sentenza de Tar Lazio che ne ha ribadito la natura solamente contraccettiva.

Pensiamo inoltre alla mozione contro la sperimentazione della RU486 nelle Marche, presentata a Fano ad un consiglio comunale, addirittura facendo appello all’allora Ministro Storace, nella quale si paventavano fantomatici rischi del farmaco per fare presa sull’opinione dei politici. Questo tipo di interventi fatti in sedi istituzionali, sono volti a turbare la serenità di giudizio di chi amministra la cosa pubblica, rispetto a questioni che vanno viste nella loro realtà e soprattutto attraverso criteri di laicità, che sempre mirano a proteggere il benessere e la libertà individuale.

da Gruppo promuovente la Consulta
per la laicità in provincia di Pesaro ed Urbino




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-08-2009 alle 16:28 sul giornale del 05 agosto 2009 - 829 letture

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