Urbino 2, ora è anche emergenza sanitaria

CNA 2' di lettura 20/01/2010 - La Cna favorevole a politiche di integrazione culturale e socio-economica degli stranieri residenti per una migliore crescita del territorio.

Lo stato di degrado in cui versa il quartiere di Urbino 2 sta diventando una vera e propria emergenza, non solo dal punto di vista della sicurezza e dell’ordine pubblico ma anche e soprattutto da quello igienico-sanitario. Le abitazioni occupate dagli stranieri residenti nel quartiere, nella maggior parte dei casi, non sono a norma e spesso sprovvisti dei più elementari servizi igienici. Questo è uno degli aspetti più preoccupanti relativamente alla vivibilità dell’area emerso dall’incontro tenutosi nei giorni scorsi tra una delegazione della CNA ed il Comune di Petriano. Nel corso della riunione - alla quale erano presenti per la CNA il responsabile di ambito territoriale Massimo Galli e il presidente della sezione di Urbino Lorenzo Santi, e per il Comune di Petriano il sindaco Giammarco Cecconi ed alcuni esponenti della giunta e del consiglio comunale - sono stati elencati alcuni numeri.



L’incidenza della popolazione straniera nel comune di Petriano sul totale dei residenti, secondo i dati riportati dall’Istat, è del 19% (555 stranieri residenti su 2894 residenti totali), quasi il doppio rispetto al dato medio provinciale che è dell’8,6% (32954 stranieri residenti su un totale di 381.730). Ma nel quartiere di Urbino 2 gli stranieri residenti sono il 100% con un continuo ricambio dai comuni limitrofi (Montelabbate, Sant’Angelo in Lizzola, Colbordolo). La bassa qualità degli immobili, in relazione al materiale usato per l’edificazione e all’utilizzo di scarse tecnologie per la limitazione della condensa nelle pareti, ha generato progressivamente l’abbandono degli stessi da parte dei proprietari e dei residenti e l’ingresso di popolazione extracomunitaria attirata dai bassi canoni di affitto.



Per una completa riqualificazione dell’area e per favorire l’integrazione socio-culturale, secondo la CNA, è sicuramente necessario ristabilire una situazione di normale legalità in ordine alle tre problematiche principali: la sicurezza - dato che alcuni addetti ai servizi pubblici manifestano difficoltà e timore al punto da rifiutare di svolgere le proprie mansioni - il problema igienico sanitario, poiché chi vi abita ha diritto a locali sani ed igienicamente a norma, e ristabilire il diritto dei proprietari di disporre dei propri beni. “Come associazione rappresentante gli interessi delle imprese - afferma Lorenzo Santi, presidente CNA sezione Urbino - riteniamo che porre attenzione ad azioni sociali rivolte all’attuazione di politiche che favoriscano l’integrazione culturale e socio-economica degli stranieri residenti sia fondamentale per una crescita più sana del territorio”.






Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2010 alle 16:25 sul giornale del 21 gennaio 2010 - 1081 letture

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