Sant'Angelo in Vado: Pd, con Bravi il paese riesca l’isolamento

2' di lettura 25/06/2010 -

“Ancora una volta il sindaco Bravi pone gli interessi ideologici di partito al di sopra dell'interesse generale della popolazione vadese”. E’ duro l’intervento del consigliere di minoranza nel comune di Sant’Angelo in Vado, Giovanni Gostoli, che è anche il segretario organizzativo del Pd di Pesaro e Urbino dopo la manifestazione dei sindaci in Piazza del Popolo a Pesaro contro la manovra che ha visto la presenza di alcuni esponenti dell’entroterra tra cui il primo cittadino di Borgo Pace, Urbania, Peglio e Urbino.



“Ho partecipato in qualità di consigliere comunale perché pur essendo all'opposizione mi è stato insegnato a sentirsi comunque responsabile del governo della città. Invece, il primo cittadino del mio paese non ha aderito e tanto meno ha firmato insieme agli altri sindaci il documento promosso dal Presidente della Provincia, Matteo Ricci, con il quale viene lanciato un grido di allarme per difendere i servizi erogati ai cittadini. La storia di Sant'Angelo in Vado racconta una realtà che in passato era leader nell'entroterra grazie al lavoro di sindaci e amministratori di diverso colore politico, ma con la volontà di fare per il bene del paese facendo squadra: unire le proprie ragioni insieme a quelle delle realtà limitrofi per avere una voce più forte.

La giunta Bravi, tranne in alcune rare eccezioni, trascina il nostro paese all'isolamento, con una mancanza di senso di responsabilità che dovrebbe contraddistinguere le istituzioni a collaborare per migliorare le condizioni di vita e non contrapporsi per pregiudizi ideologici Questa manovra economica se non dovesse essere modificata avrà nei piccoli comuni ripercussioni più grandi rispetto alle città della costa. L'entroterra già vive una debolezza storica e strutturale legata alla tenuta demografica, di gente che decide di vivere altrove per avere più opportunità. Oggi vengono tagliate risorse per le aree montane proprio nel momento in cui servirebbero ai piccoli comuni maggiori servizi e infrastrutture per aumentare le ragioni per le quali vivere qui. Insieme ad una profonda crisi economica c'è il rischio di una rottura della coesione sociale perché i nostri comuni non riusciranno a mantenere i servizi rivolti alle famiglie, agli anziani e ai lavoratori.

La manovra mantiene i privilegi della politica a Roma sacrificando le piccole realtà dove gli sprechi non ci sono. C'è una questione di dignità per un territorio e quando tale viene messa in discussione è un dovere farsi sentire da coloro i quali dovrebbero rappresentare gli interessi di una popolazione. Per questo invito Bravi a "fare il sindaco", cioè uscire da una posizione ideologica e collaborare con le altre istituzioni provinciali per tutelare le aspettative di una splendida città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-06-2010 alle 10:47 sul giornale del 26 giugno 2010 - 679 letture

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