La Provincia tiene fuori i cittadini dai poteri decisionali

La Lupus in Fabula| 2' di lettura 21/10/2010 -

Nel documento “Linee programmatiche di mandato 2009-2014” il presidente Matteo Ricci dice che”la nostra vera ricchezza è costituita dai valori di una collettività coesa, dinamica, legata al territorio, rispettosa dell’ambiente e capace, a partire dalle famiglie, di fare squadra, nei distretti produttivi, nei 67 municipi e nelle 1000 associazioni” e per questo occorre “rilanciare la partecipazione popolare e la passione civile” quindi “…uno sforzo ulteriore dovrà essere fatto per favorire processi di innovazione della pubblica amministrazione locale…”.



Belle e condivisibili parole, ma i fatti parlano di un’Ammninistrazione provinciale che fa di tutto per scoraggiare la partecipazione dei cittadini e delle associazioni ai processi decisionali, mentre la trasparenza e l’accessibilità egli atti è più formale che sostanziale. Basta dire che per visionare o chiedere un atto che l’Ente già possiede su formato elettronico, bisogna andare fisicamente negli uffici dove è depositato, fare domanda con un modulo all’uopo predisposto e poi attendere che il documento sia messo a disposizione, sempre fisicamente, presso gli stessi uffici. Ciò vuol dire che possono anche passare diverse settimane tra la domanda e la risposta, con l’obbligo, per chi lavora, di prendere permessi o ferie e di fare decine di chilometri per raggiungere la sede della Provincia. Ma spesso accade che alcuni uffici della Provincia non rispondano nemmeno alle lettere o che facciano passare i 30 gg. previsti dalla legge come termine ultimo.

E’ inoltre accaduto che nessuno dei 106 progetti di impianti fotovoltaici ed eolici approvati dall’Ufficio Energia (al 09/07/2010) sia stato pubblicato in rete. Lo stesso vale per le Conferenze di Servizi di cui dal 2007 non si sa più nulla. Ma allora cosa esiste a fare l’Assessorato per le Reti Informatiche ed Innovazione ed a cosa servono le varie leggi che chiedono la pubblicazione dei dati sui siti dei vari enti, se non sono rispettate? Con nessun sforzo amministrativo e con costi sicuramente inferiori a quelli che comportano lo spreco di carta, di tempo e di benzina, basterebbe mettere tutti gli atti (delibere, determine, bandi, progetti, relazioni) sul sito della provincia, mentre per l’accesso ad atti non pubblicati deve essere sufficiente l’uso della P.E.C., che certifica la provenienza della richiesta e l’inoltro della risposta. Un provincia più felice è fatta anche di una comunità più consapevole, più informata, più partecipativa e quindi più responsabile, ma se la Provincia non diventa una “casa di vetro” e non parla con i cittadini potranno crescere solo contrasti e divisioni. Lo testimonia il notevole flusso di avvocati, in queste ultime settimane, presso l’ufficio energia della provincia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-10-2010 alle 21:45 sul giornale del 22 ottobre 2010 - 661 letture

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